È appena l’inizio, ma è anche necessità che diventa virtù. Non è (ancora) questo il momento dell’evoluzione. Il capitano del Napoli Hamsik, ventinove anni appena compiuti, ha ancora gas da consumare, chilometri da percorrere, avversari da divorare in velocità per arrivare in porta col suo marchio di fabbrica: l’inserimento senza palla. Che potrà continuare a fare nella sua zolla di campo preferita, alla sinistra di Jorginho, a due passi da Ghoulam e Mertens (o Insigne), con la medesima possibilità di disegnare calcio per chi merita. Col Bologna, ad esempio, il capitano ha dipinto dal nulla la parabola per la prima (bellissima) rete di Milik, conferma del fatto che per creare non è necessario agire (solo) in regia, ma lo si può fare ovunque se in possesso di piedi, testa, tempi da dettare con lucidità e freddezza in ogni attimo della gara.

Hamsik regista sarà una soluzione in più, all’occorrenza. Sabato lo è diventato perché Diawara, alter ego naturale di Jorginho, è ancora in fase di rodaggio. Come si legge sul “Roma”, il giovane guineano ha bruciato le tappe ed il suo momento arriverà presto. L’esordio potrebbe arrivare nelle prossime due partite, dal Chievo al Benfica in Champions. Centottanta minuti a sua completa disposizione per la “prima volta” in azzurro, per il battesimo che aspetta da tempo. Intanto, in attesa del suo debutto, Hamsik si prenota per un altro eventuale viaggio in regia.