"Il problema del Napoli è nella testa, non nelle gambe", ha analizzato Maurizio Sarri dopo il pari con la Fiorentina aggirando così le accuse di scarso turnover. Certamente però l'allarme suona sul piano dei risultati, l'indicatore principale da tenere in considerazione. La media punti azzurra tra campionato e Champions League sta crollando verticalmente: 3.00 ad agosto, 2.50 ad ottobre, 1.57 aggregando la prima disastrosa decade di dicembre al mese di novembre. La media gol segue la tendenza: 2.9 a partita nelle prime undici giornate di Serie A, solo tre nelle ultime cinque (il dato precipita a 0.6). 

PARZIALI VERITA' - I numeri non rappresentano tutta la verità, ma aiutano a ricercarla. Torna in mente il dominio del possesso palla messo sul tavolo da Sarri dopo il ko con la Juventus. Una tesi difensiva traballante, perché non è dimostrato il collegamento univoco tra quanto il pallone rimane tra i piedi e come lo si utilizza. Eccellere in un fondamentale non basta, perché altrimenti bisognerebbe citare con la stessa enfasi anche i picchi di negatività: sul totale di 21 gol subiti, ben nove volte il Napoli è stato infilato di testa. Anche la difesa va allenata. 

OLTRE IL TIQUI TACA - Il calcio vincente fa rima con equilibrio e versatilità, pur senza rinunciare alle proprie caratteristiche peculiari. E’ il messaggio che arriva con diverse sfumature dal fine settimana del calcio internazionale. Il City dominante di Guardiola, pur senza mai perdere il controllo delle operazioni, ha vinto il derby di Manchester capitalizzando al meglio due situazioni sporche nate da palla inattiva. Possesso sì (65%, nello specifico), ma senza fondamentalismi. Da un eccesso all’altro, l’Atletico Madrid ha saputo invece espugnare il campo del Betis lasciando agli avversari il pallone per il 74% del tempo. L’esaltazione del Cholismo, da un lato. Ma soprattutto l’esemplificazione – certo, un po’ forzata – dell’inesistenza di un’ortodossia.

PIANO B - In attesa di capire con quale atteggiamento verrà approcciata l’Europa League, il Napoli continua ad avere lo scudetto a portata di mano e ha tutte le carte per giocarselo fino in fondo. Ma per continuare a inseguire il sogno serviranno  un mercato invernale mirato e un po’ di buona sorte per evitare altri infortuni. Ma anche una nuova consapevolezza: il calcio monotematico non arricchisce le bacheche, alimenta solo il mito di se stesso.