Nove punti, vertice della classifica con Juventus ed Inter, candidatura allo scudetto certificata e l'elemento in più: la capacità di vincere la gara andando oltre il canovaccio abituale, con un'efficacia alla quale, dalle parti del San Paolo, si era poco abituati nonostante quel bel gioco tanto celebrato. Questa l'analisi degli elementi più evidenti di un Napoli che vince da dieci gare consecutive considerando lo scorso campionato, l'attuale ed i preliminari di Champions. Si possono aggiungere anche i 2 gol subiti nelle prime tre gare (gli stessi della Juventus) e per giunta nessuno arrivato da azione manovrata (un calcio di rigore e una rete da palla inattiva).

MANCA ANCORA QUALCOSA. Ma questo Napoli ha ancora molto da mostrare, è lontano da quello che è il massimo del suo potenziale. Partendo da un aspetto: quello della velocità del giro-palla. Ci sono degli indici che dimostrano come lo scorso anno il Napoli ha staccato tutti per la qualità, ma anche per la velocità del possesso. In media, il Napoli ha effettuato 19-20 passaggi in un minuto di possesso palla, le altre squadre 14-15. Questo significa far girare il pallone a ritmo quasi insostenibile per gli avversari, farli stancare per costringere a perdere lucidità, mantenere le proprie gambe con la brillantezza per piazzare la zampata appena possibile. Le gare contro Atalanta e Bologna dimostrano come la mancanza di questa velocità nel giro-palla consentono agli avversari di pressarti con maggiore facilità, creandoti più di un grattacapo (il Bologna ha avuto almeno due grandi occasioni prima dello 0-1).

L'ULTIMO STEP. Con una ritrovata solidità difensiva, lo step definitivo sarà nell'aumento del coefficiente di imprevedibilità che crescerà, a sua volta, con l'aumento della velocità del giro-palla. L'unione di un tratto fondamentale della scorsa stagione con la consapevolezza e la compattezza dimostrati in avvio di questa annata saranno gli elementi per lottare fino all'ultima giornata. Questo ultimo gradino arriverà: bisogna solo attendere la crescita fisica e mentale di coloro i quali sono gli artefici di questa velocità nel fraseggio. Perché ad oggi Jorginho ed Hamsik stanno vivendo un momento difficile. Insigne è insostituibile ma non è quello del finale di stagione scorsa. Sarri è consapevole che è solo una questione di tempo, che la condizione migliore giungerà: ed è per questo che sta continuando a dare fiducia, a gestirli con un minutaggio scientifico.