La cosa bella dei talenti africani è che, non si sa bene per quale motivo (alcuni malignamente sostengono che l’età dei giovani giocatori africani è sempre approssimata per difetto), arrivano prima di altri al rilievo delle squadre professionistiche. L’esempio di Kessié o quello di Keità Baldé sono quelli che abbiamo più vicino a noi. Così finalmente la si finirà di dire che i giocatori africani non sono in grado di adattarsi al nostro calcio, soprattutto quando sono giovani.

Ma basterebbe per esempio ricordarsi oltre che di Kwadwo Asamoah, campione del mondo juniores con il Ghana quando giocava a Udine, anche di Agyemang Badu che oggi ha 26 anni e che giovanissimo arrivò all’Udinese (breve prestito anche alla Sampdoria) diventando anche lui campione del mondo juniores con le black stars. Insomma, se si riesce a intercettare un giovane giocatore africano le possibilità di avere potenzialmente un campione per le mani sono notevoli. Purtroppo molto dipenderà da come è cresciuto, da qual è stata la sua dieta alimentare prima di diventare professionista: abbiamo visto giocatori straordinari perdere tutti i denti a 21 anni perché la dieta ricca e iperproteica mandò in tilt tutto il loro metabolismo.

In un ruolo estremamente richiesto in questo periodo, il play tattico gioca Lassana Coulibaly, giocatore maliano di 21 anni che ha il merito di essere in Europa da un po’: il Bastia lo prese da una squadra di Bamako quando aveva 17 anni, l’Angers lo ha acquistato con un contratto fino al 2021 pochi giorni fa per oltre due milioni di euro. Giocatore tatticamente di grandissimo peso: abilissimo nel velocizzare e verticalizzare il gioco. Un vero play, autorevole e consistente.

Ramy Bensebaini è un altro giocatore che si è trovato sorprendentemente giovane a giocare in un ruolo di grande responsabilità, centrale di difesa: gioca sia sul lato destro che sinistro e a dispetto della sua giovane età ha già girato parecchio. Dall’Algier al Paradou, poi in Belgio al Lierse quindi al Montpellier e infine al Rennes: a ogni giro Ramy vedeva il valore del suo cartellino raddoppiare. Ora supera i quattro milioni di euro per un contratto fino al giugno 2020. E’ duttilissimo: predilige il lato sinistro ma gioca su qualsiasi vertice della difesa: sfiora il metro e novanta, gran colpo di testa ed eccellente nelle ripartenze palla al piede e a testa alta. Chi lo guarda non vede un giocatore di 21 anni ma un professionista esperto e navigato.

Personalmente sono innamorato di Bertrand Traoré: per qualche giorno ho anche sperato di vederlo arrivare in Italia perché Gasperini ci aveva messo gli occhi sopra e zitto zitto stava cercando di farlo arrivare a Bergamo. Disgraziatamente sopra di lui si sono messe di mezzo le corazzate creando anche un clamoroso incidente diplomatico: l’Ajax lo aveva avuto in prestito fino all’anno scorso dopo che il Chelsea aveva acquistato il cartellino (si parla di 2.5 milioni di euro) dall’Auxerre. Ora, dovete sapere che l’Ajax ha un accordo vecchio di anni con l’Arsenal: quello che deve arrivare ai Gunners di solito passa prima da Amsterdam. Stavolta il Chelsea ha rotto l’accordo, ha girato il giocatore in prestito all’Ajax dove l’anno scorso Traoré ha fatto benissimo. Il Chelsea se lo è ripreso, ha versato una quota all’Ajax come ‘premio di produzione’ e lo ha girato al Lione in prestito per soli due milioni. Ma se L’Olympique Lyonnaise lo vorrà tenere dovrà versare entro l’anno prossimo nove milioni di euro. A quel punto il giocatore, che ha un contratto fino al 2022 sarà suo. Difficilmente le cose andranno così: perché questo è un giocatore stratosferico, un’ala vecchio stile, di quelle che calpestano la riga bianca e fanno impazzire il terzino a suon di dribbling e doppio passo. Un funambolo. Sapendo come vanno queste cose il Lione l’anno prossimo prenderà il suo premio di produzione e lascerà il giocatore, il cui cartellino nel frattempo varrà una ventina di milioni di euro, al Chelsea. Ci sono pochi giocatori che sono nati per giocare ala: Traoré (che ha mantenuto il passaporto del Burkina Faso) è uno di questi. Marcatevelo, seguitelo e poi mi saprete dire.

Ha la sfortuna di giocare alle spalle di Seri e Kessie nella Costa d’Avorio ma Serge N’Guessan è uno splendido centrocampista meno spettacolare e creativo dei suoi compagni ma decisamente ordinato, preciso e puntuale sia nelle chiusure che nelle ripartenze. Anche lui è un play classico, duttile ed estremamente veloce e preciso nel cambio di passo: ha 22 anni e gioca nel Nancy. Non ha il fisico di un monumento ma è velocissimo e quando si tratta di giocare su tackle e ripartenze non va troppo per il sottile.

Play con vocazione un po’ più offensiva è Youssef Ait Bennasser, giocatore marocchino di 20 anni arrivato giovanissimo in Francia e tesserato subito dal Nancy, squadra che ha un gran colpo d’occhio per i giovani, soprattutto per quelli che arrivano dal continente africano. Youssef è stato girato in prestito con diritto di riscatto al Monaco e i dirigenti della squadra della Lorena erano convinti di riprendersi il ragazzo indietro con gli interessi. Disgraziatamente il Monaco ha fatto una stagione straordinaria e Youssef ha dimostrato non solo di essere all’altezza della prima squadra ma anche di crescere ancora: il Monaco lo ha blindato con un contratto fino al 2021 e al Nancy ha girato in cash i 3 milioni di euro fissati per il prestito. Se Youssef manterrà i livelli di quest’anno al prossimo calciomercato la cifra dovrà essere moltiplicata per cinque per avviare una trattativa.