"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".

Come una biro infilata in uno dei due fori della musicassetta. Questa volta, però, da riavvolgere non è il nastro della tua musicassetta preferita (che, per inciso, resta La dura legge del gol), ma quello dei ricordi. Al posto della Bic c'è un pallone e i fori che ruotano sono i tuoi occhi, vogliosi di seguire quella maledetta sfera strisciare sul campo erboso della O2 Arena. Rivaldo, Alessandro Del Piero, Steven Gerrard, Peter Rufai, Roberto Carlos, Robert Pires e, soprattutto, Jay Jay Okocha. Un colpo al cuore. A Londra, nello Star Sixes vinto dalla Francia di Djorkaeff, che ha avuto la meglio sulla Danimarca di Martin Jorgensen, le stelle del recente passato hanno fatto la loro comparsata. E la nostalgia ha avuto la meglio. 

"TROPPI RICORDI" - Una bicicletta finita male di Djalminha, un cross sbagliato di Massimo Oddo, una rabona sparata in curva da Rivaldo, una chiusura di Puyol sul ginocchio di Phil Neville,  una magia affannata del 10 nigeriano ci hanno ricordato che il tempo passa, ma che la magia del pallone resta. Capisci un errore, comprendi un'entrata in ritardo e sorridi per una giocata forzata e affaticata, ma l'emozione resta. E, personalmente, i protagonisti scesi in campo, dall'ultimo degli Zauri al primo dei Deco, mi hanno fatto brillare gli occhi, facendomi sentire, per un attimo, Giovanni in Tre uomini e una gamba. "Non ce la faccio, troppi ricordi". Ed è andata perfettamente così, con un cuore che sobbalzava tanto quanto era incerto Nelson Dida. Quella volta era Luci a San Siro, questa volta e Luci alla O2 Arena.

QUEL SOLDATINO - Che poi, c'era differenza. Il Brasile ha schierato Julio Baptista, lo scorso anno ad Orlando con Kakà, il Portogallo ha potuto contare su Raul Meireles ed Helder Postiga, giovani, troppo giovani per i nostri e, anche, per qualche avversario. Con un criterio più coerente, lo Star Sixes può diventare un evento ancor più leggendario, di quello che già è stato, e appuntamento fisso delle nostre estati. Ah, ho una richiesta. Di Canio o Del Piero sempre in squadra? "Macché Di Canio e Del Piero, Soldatino Di Livio, è l'idolo del Braccio 6! Forse un po' per quella sua faccia pulita...". 



@AngeTaglieri88