Paolo Berlusconi tiene a precisare alcuni passaggi relativi alla cessione del Milan. Lo fa attraverso i microfoni di Milan TV

Sul Milan giovane
: "E' sempre stato il sogno di Silvio. Per i ragazzi lui ha sempre avuto una grande passione e una voglia di farli crescere. Ha sempre avuto un istinto paterno nei loro confronti. Fa dispiacere vedere delle partite dove magari c'è un solo giocatore italiano in ambedue le squadre. Il Milan nella sua tradizione ha sempre avuto una cospicua presenza italiana. Ed è bello vedere i Calabria, i Locatelli, che saranno sicuramente i protagonisti del futuro, ma bisogna farli giocare".

Sul nuovo corso tecnico: "Stiamo giocando in modo diverso. Montella ha impresso la sua impronta sulla squadra, teniamo molto il pallone. Siamo un po' più precisi sui passaggi, giocando ovviamente più corto, e cerchiamo le verticalizzazioni. Siamo consapevoli che il Milan stia giocando praticamente con la squadra dell'anno scorso, ma questo è dato dalle note vicende societarie. Da milanisti dobbiamo essere consapevoli di questo, pazienti, e consapevoli che Berlusconi ha ceduto il Milan perchè continuare sarebbe stato qualcosa che Silvio sentiva come immorale: perchè avrebbe voluto dire mettere tanti soldi".

Sul passaggio di proprietà: "Anche nella scelta del passaggio di proprietà, mio fratello ha voluto fare l'ultimo regalo al Milan che è stato quello di contenere il valore del brand del Milan ed impegnare gli acquirenti a versare dentro la società 300 o 400 milioni nel Milan per i prossimi anni. Il che garantisce di avere potenzialmente ancora un Milan molto competitivo per tornare ai fasti di un tempo".

Sulle voci poco confortanti uscite nelle ultime ore: "Nella vita mai dire mai, ma un gruppo che versa 100 milioni di caparra è un gruppo seriamente interessato. Dovrebbero essere dei pazzi a tornare indietro. Le mie informazioni sono che, nonostante il gossip da giornale, le cose stiano andando avanti. Anzi, ci sono più pretendenti di gruppi che vogliono entrare nella compagine, che carenza. Quindi credo siano cose destituite di fondamento".