Cinque partite e ancora nessuna sconfitta. Per Roberto Donadoni non ci sarebbe potuto essere un inizio più promettente, soprattutto perché nelle ultime due uscite si è notato qualcosa di diverso anche a livello tattico. La squadra pare aver fatto un salto di qualità dall'arrivo di McDonald Mariga e ora si aprono scenari interessanti. Perché il calendario offre un mese tanto difficile quanto stimolante. E, fra trenta giorni esatti, capiremo se questo Parma può davvero ambire a qualcosa di più di una normale salvezza.

Dopo lo 0-0 con venature polemiche con la Juventus, il Parma va in scena a Roma contro i giallorossi di Luis Enrique domenica prossima. Il sabato successivo segue un'altra trasferta difficile a Marassi contro il Genoa dell'ex Pasquale Marino, mentre il clou si raggiungerà il 4 marzo, quando alle 12.30 arriverà in terra ducale il Napoli di Walter Mazzarri e, a stretto giro di posta dopo tre giorni, la Fiorentina dell'uomo della salvezza 2010/11, Amauri. Per finire, poi, trasferta a Bergamo e impegno casalingo con il Milan. Un calendario da paura. Con sei partite in 29 giorni, esattamente come se il Parma fosse una squadra di Champions League.

Sognare in grande non è ancora possibile. Non tanto per i 28 punti in classifica che garantiscono un margine di 10 punti sul Lecce terzultimo (ma che ha giocato un match in più). Quanto per la qualità stessa delle ultime uscite. Il Parma, in sostanza, ha dimostrato grandi progressi in termini di solidità difensiva. Da quando è arrivato Donadoni, Nicola Pavarini (nel frattempo sostituto di Antonio Mirante e forse anche qualcosa di più) ha subito soltanto tre reti in cinque incontri. Molto meglio, per intenderci, delle 31 incassate nelle precedenti 17 partite. Eppure, qualcosa ancora manca in termini di costruzione di gioco.

Le manovre del Parma sembrano ancora molto episodiche, basate su un guizzo di Sebastian Giovinco o di Jonathan Biabiany. Ma poco corali, poco costruite. Ed è lì che si misurerà l'operato di Donadoni. Che, non a caso, ha bisogno di Daniele Galloppa come il pane e che, considerando l'ultimo acciacco dell'interno sinistro crociato, potrebbe lanciare in pianta stabile Gianluca Musacci come accaduto nel momento più difficile del recupero contro la Juventus. Con qualche geometria in più, questa squadra può stupire. Anche in un momento difficilissimo per il calendario.