E adesso comincia il lavoro più divertente, gratificante e anche affascinante per Massimilano Mirabelli. Costruire un nuovo gruppo che dovesse presto ritornare protagonista è stata la priorità dei primi mesi rossoneri, dopo il closing del 13 aprile. I dirigenti del Milan hanno acquistato giocatori che rappresentassero certezze, spendendo, come abbiamo già ricordato, 230 milioni. Un mix di giovani già famosi o campioni di esperienza, quasi tutti Nazionali. Ora il direttore dell’area tecnica e il suo staff cominciano a pensare al Milan del futuro. Non mi riferisco tanto ai primi contatti per Salcedo e Pellegri, promettenti prospetti di grandi giocatori, perché li catalogo fra i giovani scoperti da altri, che richiedono quindi un forte esborso di denaro per la loro acquisizione.

Nei mesi scorsi, in questo senso, i plenipotenziari del mercato avevano sondato il terreno per altri ragazzi, poco conosciuti dal grandissimo  pubblico, ma di grande valenza e di splendido futuro. Il primo si chiama Oliver Burke, scozzese del 1997, esordio un anno fa in Nazionale. Giocatore offensivo,che parte dalla fascia, viene paragonato per le sue caratteristiche a Gareth Bale. La squadra tedesca del Lipsia lo ha acquistato, nella scorsa stagione, dal Nottingham Forest, per 15 milioni di euro più bonus, cedendolo quest’anno al West Bromwich per 22 milioni. Alla fine, il Milan non ha affondato il colpo, per lui e per un altro giovane di sicuro avvenire, ma,come Burke, ritenuto forse ancora una incognita per un campionato complicato come quello italiano. E’ un ragazzo francese nato nel 1998, Jeff Reine–Adelaide, conosciuto semplicemente come Adelaide, che l’Arsenal ha comprato due anni fa dal Lens, dove aveva esordito in prima squadra già a 17 anni. Viene eletto miglior giocatore della Emirates Cup dell’estate 2015, debutta in prima squadra qualche mese dopo, nella Fa Cup, ma quest’anno la sua ascesa viene fermata da un infortunio.

Abbiamo citato due esempi, ma il Milan sta già lavorando attivamente per trovare figure di potenziali campioni. Dopo lo sforzo economico dell’estate 2017, quantità e qualità, la filosofia del Milan prevede, a partire dal prossimo mercato estivo, l’acquisto di due top player, ma, già dal gennaio 2018, anche l’inserimento di  qualche giovane o giovanissimo di  talento, scoperto e acquistato a prezzi ancora ragionevoli. Massimiliano Mirabelli ha già formato il suo staff, composto da dieci elementi, alla guida dei quali troviamo Antonio D’Ottavio, da sempre fedele e attento suo collaboratore e la nuova entrata Stefano Luxoro, che ha lasciato la Juventus, affascinato dal nuovo progetto rossonero.

Compiti ben definiti per le due figure dell’area scouting: D’Ottavio si occupa di trovare giovani per le formazioni dalle under 17 alla under 19, mentre Luxoro si dedica alla scoperta di giocatori per la Primavera e la Prima squadra, quindi già formati ma non ancora valorizzati. Il salto di qualità dell’intero futuro progetto Milan dipende molto da questo gruppo di lavoro, che si avvale di metodologie e strumenti di totale avanguardia, studiati, voluti e portati proprio da Massimiliano Mirabelli. Certo è il nuovo direttore dell’area tecnica, certo è stato il protagonista, con Marco Fassone, di una estate ricca di fuochi artificiali, ma soprattutto il Club milanista può contare su una figura innovativa e ambiziosa, che vuole un Milan sempre più forte, ma soprattutto sempre più giovane.