Tra campo e mercato. Vigilia importante in casa Atalanta, impegnata sabato sera allo Juventus Stadium in un anticipo d'alta classifica. L'amministratore delegato del club bergamasco, Luca Percassi (figlio del presidente Antonio) ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "E' un momento fantastico, la nostra è una squadra giovane e di talento che sta divertendo. Con i ragazzi tutto è possibile ed è difficile dire se abbiano raggiunto già il top. Spero di no, ma siamo curiosi anche noi di scoprirlo. Sognare non costa nulla, consapevoli che stiamo già facendo qualcosa di straordinario. La Serie A è un torneo difficile, è il sesto anno di fila e vogliamo soprattutto consolidarci". 

CON GASP - "A inizio stagione con Gasperini avevamo parlato di salvezza tranquilla, con il bel gioco e valorizzando il più possibile il settore giovanile: siamo a buon punto con tutto. I 40 punti sono il nostro traguardo, poi chissà cosa potrà succedere... L'avvio è stato difficile anche per episodi andati male: contro Lazio e Samp meritavamo di più. Gasperini era stato confermato davanti alla squadra da mio padre dopo il k.o. di Cagliari: nel calcio i risultati hanno un peso notevole, ma lui aveva la nostra piena fiducia. Magari c’era solo un problema di conoscenza reciproca. Ha avuto coraggio, e con i giovani ha accentuato quel processo di identificazione totale tra l’Atalanta e il suo territorio. E’ l’uomo giusto nel posto giusto". 

SFIDA ALLA JUVE - "E' fuori portata. C’è una differenza di valori notevole e vincerà lo scudetto, ma ho due rimpianti: l’assenza di Gagliardini e il non giocare a Bergamo. A Torino sarà durissima, ma non partiamo battuti: vorrei un’Atalanta da battaglia, che giochi con la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere. Provarci non costa nulla. La Juve è l’unica big contro cui non abbiamo mai fatto punti: sarebbe un bel regalo di Natale da parte dei nostri giocatori". 

ATALANTA COME IL LEICESTER - "L’accostamento fa piacere, ma noi non vendiamo sogni irrealizzabili. Dire a inizio anno: 'Andiamo in Europa' sarebbe una follia. L’accordo sui diritti tv non ha accorciato le distanze tra le grandi e le medio-piccole. Noi quindi possiamo garantire stabilità e bilanci a posto. Se verrà l’Europa saremo in grado di sostenere un impegno del genere: non ci tireremo indietro". 

STADIO E MUSEO - "Entro fine giugno ci sarà il bando per l’assegnazione dello stadio. E’ un passaggio importante ma noi intanto lo abbiamo già rifatto per metà investendo 6 milioni. Aspettiamo il bando del Comune. Se lo stadio sarà nostro potremo sviluppare altre idee: un Museo dell’Atalanta lì ci starebbe bene". 

MERCATO ESTIVO - "Sembrava che avessimo smantellato tutto cedendo Cigarini e de Roon. Invece eravamo convinti di aver costruito una squadra adeguata al progetto, competitiva, tenendo d’occhio il bilancio che è la priorità. Noi non portiamo a casa utili, ma investiamo ogni anno. E i risultati del settore giovanile non arrivano per caso: Gasperini ha fatto maturare velocemente i frutti del grande lavoro di scouting di Sartori e Costanzi. Ogni anno 6 milioni vengono destinati ai giovani e alle strutture che verranno ampliate: finora abbiamo speso quasi 50 milioni. In Coppa Italia col Pescara il nostro allenatore ha lanciato Bastoni, Capone e Latte. Presto ne vedremo altri: per tutti cito Melegoni, è un 1999". 

MERCATO DI GENNAIO - "Siamo sempre più convinti di non voler toccare il giocattolo a gennaio. I nostri giovani sono già pronti per giocare nelle big, ma abbiamo la forza per dire no e rimandare certi discorsi a giugno. O magari possiamo avviarli adesso, ma trattenendo tutti fino al termine del torneo. Con il mercato nulla va escluso, ma se verrà fatto un sacrificio sarà per migliorarci. Kessie e la Juve? Straordinario, ha una forza incredibile, ma vuole restare da noi. Gagliardini? Fisico e tecnica, l’esplosione è merito di Gasperini". 

PARLA GASPERINI - L'allenatore dell'Atalanta, Gian Piero Gasperini ha dichiarato in un'intervista a Tuttosport: "Il mercato di gennaio? All’Atalanta è cambiata la vita, ha la possibilità di scegliere il proprio futuro. Orizzonti e prospettive sono differenti. Io comunque sono già proiettato su ciò che verrà. Posso andare avanti così, ho altri Primavera bravi. Caldara e Kessie sono già pronti per la Juve? Altroché! Anche se li terrei volentieri un altro anno. Molto più pronti di altri che ho visto in alcune big. Servono conferme, ma è gente di valore. Sarà il presidente Percassi a stabilire cosa fare. Quella dell’Atalanta è una proprietà che ha sempre dentro di sé il forte desiderio di migliorarsi, con passi giusti. Mi rendo conto dell’aspetto economico, che porta soldi cinesi a Milano. Però non si fa calcio senza essere tifosi, della squadra e della città. Appartieni a una comunità, è un valore aggiunto. In passato sono stato vicino al Toro, almeno due volte. C’era sintonia con Cairo e Petrachi, una sfida che mi sarebbe piaciuto affrontare, ma forse quel mio terzo di vita bianconera è stato il freno più grosso". 

PARLA CONTI - Il terzino dell'Atalanta, Andrea Conti ha dichiarato in un'intervista al Corriere dello Sport: "Batto la Juve e poi si vedrà. Il mio futuro? Ci penserò a giugno. Non lo so quello che accadrà perché già faccio fatica a pensare a domani. Intanto voglio disputare un grande campionato con l’Atalanta e un ottimo Europeo con l’Under, poi vedremo. Le voci di mercato su Juventus, Inter e Napoli? Indubbiamente fanno piacere e sono frutto del lavoro che stiamo facendo. Io però non mi concentro sul mercato, ma quello che devo fare in campo. Il mio idolo è Dani Alves. Lo ammiro fin dai tempi del Barcellona perché ha spinta e tecnica, ma stimo anche De Sciglio e Darmian. Purtroppo domani non potrò scambiare la maglia con lui perché è infortunato, ma troverò un altro campione. Higuain? Temo che la concorrenza sarà agguerrita. Dopo che il Calcio Lecco è fallito, nel 2002, i ragazzi del settore giovanile sono andati nelle società vicine. Io ero alla Virtus Valmadrera e fui notato da Atalanta, Milan e Inter. Al Milan feci un provino e fui preso, ma mio papà scelse l’Atalanta per la tradizione del vivaio. E’ stata la scelta più giusta. Se sono diventato quello che sono, lo devo all’Atalanta".