Che il comico sia una figura da sempre ambigua questo è risaputo. Si narra, infatti, che molti facciano ridere ma che, in realtà, nella loro vita siano profondamente tristi. Ma c’è chi triste lo diventa per diversi motivi: anche a causa della separazione dalla moglie.

DA SCHUMACHER ALLA CRISI - E’ il caso di Marco Della Noce, comico di Zelig. Un nome che forse a molti non dirà nulla, ma se pensiamo al meccanico Oriano Ferrari, quello che amava fare gli scherzi a Michael Schumacher, ecco che subito lo identifichiamo: piccolo, parlata romagnola, tifosissimo Ferrari. Lui che, nel giro di pochissimo, è passato dalle luci della ribalta al buio di una notte trascorsa addirittura in auto. sì, proprio nel bagagliaio, di fianco al marciapiede, come un barbone qualunque.

SENZA SOLDI, DORME NELL’AUTO - Il capomeccanico in tuta rossa Ferrari, dunque, è in crisi. E non tanto perché gli manchi la verve ironica tipica del suo personaggio sul palcoscenico di Zelig, quanto per un quotidiano triste ed inaspettato. Perché nei giorni scorsi Marco Della Noce è stato sfrattato dalla sua abitazione di Lissone, nella provincia di Monza e Brianza. E, se a questo si aggiunge il suo vivere in condizioni economiche decisamente precarie, ecco nascerne un quadro triste e deprimente. Tanto che ha dovuto chiedere aiuto ai servizi sociali: “Mi hanno promesso – le sue parole a Il Giorno - che nei prossimi giorni cercheranno di trovare una sistemazione. Nel frattempo dovevo arrangiarmi. Mai avrei pensato che dopo trentacinque anni trascorsi a fare ridere la gente mi sarei trovato a piangere per una situazione veramente difficile che non auguro a nessuno”. CRISI DOPO LA SEPARAZIONE DALLA MOGLIE - Guai cominciati dopo la separazione dalla moglie. Questa, con due figli a carico, ha chiesto gli alimenti, arrivando a chiedere fino al pignoramento della partita Iva di Marco Della Noce. Questo è un dettaglio non irrilevante, perché così facendo l’attore non ha potuto più lavorare: “Stavo girando una scena con Massimo Boldi – ha confidato – quando mi comunicarono dell’avvenuto pignoramento. Un fulmine a ciel sereno. Un provvedimento che ha avuto conseguenze tanto che ha quasi azzerato la mia visibilità professionale. Le televisioni e le agenzie mi hanno chiuso la porta in faccia così come molti colleghi hanno preferito ignorarmi. Fortunatamente qualcuno mi è rimasto vicino. I giudici mi hanno segato il futuro lavorativo. Non potendo lavorare non posso neppure fare fronte alle richieste di mia moglie alla quale avevo chiesto anche di rivedere il mantenimento visto le condizioni in cui mi trovavo”.

LA CRISI DI UN UOMO - Senza soldi, senza un lavoro e senza un futuro: la crisi di un uomo che non sembra avere fine. Lui che, nato nel 1958, nel 1989 entrò nel cast di Drive In prima e Zelig poi. Rivediamolo nella gallery allegata a questo pezzo, quando ancora rideva e faceva ridere. Sperando torni a farlo nuovamente. Ed in fretta.