Forse ha ragione Jordi Alba, quando, analizzando la situazione del Real Madrid, dice: "Se ci trovassimo noi a 19 punti di distacco a Barcellona ci massacrerebbero, - aggiungendo ironico, - Nella capitale invece sembra che sia tutto normale." Al di là della provocazione del laterale blaugrana, la situazione a Madrid tanto normale non è. E anche se si cercano di trovare tutte le possibili giustificazioni sembra chiaro che la terza stagione di Zinedine Zidane sulla panchina dei Blancos a questo punto corra il rischio di trasformarsi in un vero e proprio fallimento. 

PEGGIO DI BENITEZ - Se alleni il Real Madrid sei obbligato a vincere. Lo sa bene Carlo Ancelotti che dopo aver conquistato la tanto agognata decima Champions fu cacciato per non aver vinto nessun trofeo nella stagione successiva. Lo sa bene anche Zidane che lo ha ripetuto più volte e che da quando si è seduto sulla panchina del Real ha vinto tutto, tanto da essersi guadagnato, secondo alcuni, il diritto a restare nonostante in questo inizio di stagione abbia fatto peggio di Rafa Benitez, cacciato dopo 18 giornate. L'ex-tecnico del Napoli, prima di essere sostituito proprio dal francese nel gennaio del 2016, in 18 partite di Liga aveva raccolto 37 punti, frutto di 11 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte. Un bilancio nettamente migliore dei 32 punti del Real di Zidane di quest'anno. Senza andare a guardare i punti di differenza rispetto alla prima classificata. Con Benitez erano 4 dall'Atletico e 2 dal Barcellona, rispettivamente primo e secondo in classifica. I 19 punti di differenza della squadra di Zizou - che ha sempre una partita da recuperare - sono un distacco che avrebbe fatto saltare la panchina di chiunque, eppure il francese continua ad avere la fiducia della dirigenza: "Con quello che ha vinto non può essere mandato via," è stato detto nel corso di una trasmissione televisiva molto seguita in Spagna. Ne siamo così sicuri? 

IL GOL, QUESTO SCONOSCIUTO - Quando, nel corso del mercato estivo, Alvaro Morata aveva lasciato Madrid, Zidane aveva ammesso che avrebbe preferito fosse rimasto, ma che anche senza di lui la rosa del Real aveva le qualità per non farne sentire la mancanza. Guardando alla media gol dei Blancos in questa stagione, sembrerebbe proprio che uno come l'ex juventino avrebbe potuto togliere qualche castagna dal fuoco. In campionato i 32 gol in 18 match si trasformano in una media gol di 1,77 reti a partita, la peggior media goleadora del Real degli ultimi 10 anni. Se a questo aggiungiamo che il duello per il titolo di capocannoniere quest'anno non vede nessun giocatore dell'undici di Zidane come protagonista, i migliori realizzatori in Liga sono Ronaldo, Bale, Isco e Asensio con 4 reti, e in quattro non raggiungono le 17 marcature di Lionel Messi, è chiaro che uno dei grandi problemi del Real in questo momento è la mancanza di una punta con le caratteristiche di Morata. 

RIPRENDERE FIATO - Giovedì contro il Leganes in Coppa del Re, per il Real si presenta l'occasione per riprendere fiato e tornare alla vittoria, Pepineros permettendo. Dopo la batosta subita al Bernabeu contro il Barcellona, per molti il vero punto di svolta per la stagione del Madrid, gli uomini di Zidane hanno vinto solo la partita di andata contro il Numancia, poi sono arrivati due pareggi e la dolorosa sconfitta contro il Villarreal di sabato scorso. Contro i "cugini" del Leganes tornerà Benzema, l'attaccante è intoccabile per Zidane, ma forse è proprio l'ostinazione a non voler rinunciare al connazionale che sta trasformando la stagione del tecnico francese in un vero e proprio incubo. 

MERCATO CHIUSO - Da parte loro, Zidane e la società continuano a considerare il mercato d'inverno chiuso. Non arriverà e non partirà nessuno, anche se abbiamo visto che un'alternativa in attacco potrebbe dare nuovo slancio e far dimenticare le polveri bagnate di CR7 e compagni. Al Real piaceva Icardi, ma sia la decisione del giocatore di non volersi muovere da Milano, sia le richieste dell'Inter, si parla di 200 milioni di euro, hanno fatto desistere la dirigenza dei Blancos. Per di più, comprare un attaccante a questo punto della stagione, con il Barcellona a una distanza siderale in campionato, si pensa non abbia molto senso, e che suonerebbe più come un'imposizione per calmare i tifosi che un vero e proprio rinforzo. Basti guardare "all'affare" Kepa, anch'esso per il momento messo in naftalina, che finora ha creato più tensioni che altro. Il Real quindi affronterà quel che resta della stagione che i giocatori con cui l'ha cominciata e che godono della completa fiducia di Zidane. Tra un mese a Madrid arriverà il PSG di Neymar e Cavani, probabilmente sarà quella partita a segnare il punto di non ritorno per il Real e per Zizou. Nessuno è profeta in Patria, e c'è chi scommette che Parigi, in caso di eliminazione dalla Champions, potrebbe essere la fine dell'avventura del francese sulla panchina de Los Merengues.