Rolling Stones a Lucca. (Non) è solo rock and roll e ci piace. Sabato sera nelle mura dello splendido capoluogo toscano è andata in scena la finale del Mondiale del rock: il concerto della band più grande di sempre. Evento sold out, manco a dirlo, con 60mila spettatori, alcuni dei quali disposti a spendere fino a mille euro per un introvabile biglietto. 

E gli Stones in Italia, insieme alla musica, portano sempre anche grandi storie di calcio. A partire dall'aprile 1967, prima volta delle pietre rotolanti in Italia. Quel concerto è legato alle vicende di un piccolo campo da calcio di Serie C. Una settimana prima dell'evento, allo Zini di Cremona, un giovanissimo Emiliano Mondonico insulta pesantemente e a ripetizione l'arbitro. In molti sugli spalti si chiedono perché lo faccia. Il motivo è quanto di più rock and roll ci possa essere. Mondonico era in possesso del biglietto per i Rolling Stones al Palalido di Milano. Quello stesso giorno, però, la sua Cremonese sarebbe scesa in campo a Mestre per un match di campionato. Il 'Mondo' di Rivolta d'Adda non vuole certo perdersi quello spettacolo di grinta rock e blues che arriva dall'Inghilterra per sconvolgere il mondo intero. Quindi architetta il piano perfetto, che porta a espulsione, squalifica e prima fila davanti alle pietre rotolanti. Come dargli torto? 

Del resto un live di Jagger, Richards e soci ha, nella musica, gli stessi valori tecnici e storici che nel calcio hanno partite come Italia-Germania o Argentina-Olanda. E gli Stones di finali di Coppa del Mondo se ne intendono. Se è vero che quindici anni dopo il concerto del Palalido, la band tornò in Italia per la prima volta l'11 luglio 1982. Vi dice niente quella data? Pablito Rossi, l'urlo di Tardelli, i baffi dello Zio Bergomi, Pertini e Bearzot? Quella sera l'Italia sarebbe scesa in campo al Bernabeu contro la Germania per conquistare il suo terzo titolo mondiale. Alle ore 15 di quella afosa domenica, Jagger salì sul palco a Torino con la maglia azzurra di Rossi (che compie 61 anni proprio oggi) e, tra un pezzo e l'altro, si lanciò in un pronostico degno del miglior pendolino di Maurizio Mosca: "L'Italia vince 3 a 1, me lo sento". Inutile dire come finì. 

E il trionfo congiunto si ripete nel 2006. Il Bigger Bang Tour degli Stones fa tappa a San Siro l'11 luglio, esattamente due giorni dopo la finale del Mondiale in Germania. Risultato? Italia campione e grande festa rock nella Scala del Calcio. Un concerto memorabile, con un'incredibile cornice di bandiere tricolori e cori da stadio in stile Olympiastadion. Il "poporoppopo" che si diffonde al Meazza arriva dritto dal ritornello di Seven Nation Army, capolavoro di un'altra band che di rock e blues se ne intende eccome, i White Stripes. In quell'occasione, sul palco insieme alla band compaiono anche due eroi di quella Nazionale: Del Piero e Materazzi. Jagger trova anche il tempo di scherzare con quest'ultimo, reduce dalla celebre testata di Zidane, e Keith Richards, da poco operato al cervello, perché entrambi sarebbero uniti da recenti "problemi di testa". 

Non sempre però il connubio "Stones - Nazionale italiana" al Mondiale funziona. Nel 2014, infatti, l'Italia esce di scena il 24 giugno perdendo contro l'Uruguay, proprio due giorni dopo l'epico concerto della band al Circo Massimo. Inutile in quell'occasione il pronostico del frontman davanti ai 70mila spettatori, che dava l'Italia di Prandelli vincente per uno a zero. E a Lucca? In attesa dei playoff di novembre per la qualificazione a Russia 2018, stavolta il Polpo Paul Mick Jagger non ha fatto pronostici, ma ha ricevuto in regalo la maglia numero 4 dell'Inter direttamente da Javier Zanetti. Poi sul palco gli Stones, chitarre alla mano, hanno segnato l'ennesimo gol capolavoro della loro carriera. Del resto, un riff di Keith Richards ha la stessa bellezza stilistica di una rovesciata di Bonimba.