Non ha vinto con il suo Mali ma ha lasciato il segno. Abdoul Salam Ag Jiddou, detto semplicemente Jiddou è stata una delle stelle più luminosi del Mondiale under 17, chiuso dieci giorni fa in India con il successo dell'Inghilterra. Les Aiglonnets hanno impressionato per la forza fisica e per il gioco offensivo, sono però tornati in patria senza medaglie, perdendo la finale 3°-4° posto con il Brasile, al termine di una partita dominata e decisa dagli episodi (tra i quali una papera clamorosa del portiere Koita). Nonostante la delusione per un podio solo sfiorato il Mali ha fatto vedere al mondo il talento di Jiddou, per il quale il salto in Europa sembra solo una questione di tempo.

TALENTO VERO - Trequartista con la maglia numero 10 sulle spalle, il ragazzo nato l'1 febbraio 2000 a Sanankoroba ha giocato tutte le partite, trovando un gol, nel 3-1 alla Nuova Zelanda, e regalando due assist. Cresciuto nella prestigiosa Academie Jean-Marc di Bamako, Jiddou si è fatto un nome anche lontano dal Mali, in Senegal, impressionando nel 2015 al torneo "Le Challenge International Afrique U18", nel quale è stato eletto miglior giocatore (vittoria in finale la Generation Foot de Dakar). Con la maglia dell'Under 17 ha conquistato il campionato africano di categoria contro il Ghana, che ha permesso al Mali di conquistare un posto al Mondiale, e la Dream Cup, competizione con Messico, Giappone e Ungheria.

PIACE IN ITALIA - In patria descrivono Jiddou come un mix tra Cristiano Ronaldo, Kroos e Zidane, un'esagerazione, senza alcun dubbio, ma il ragazzo ci sa fare e non è un caso che, come appreso da Calciomercato.com, il suo nome sia finito sul taccuino degli scout di Arsenal, Inter e Roma. L'idolo di Salam, che in arabo significa 'pace', è l'ex Roma e Barcellona Seydou Keita, uno che in Europa ha lasciato il segno. Proprio come sogna Jiddou.