Quattro gol in quattro partite. Si era chiusa così la stagione 2016/17 di Stephan El Shaarawy, trascinatore della Roma nella corsa al secondo posto della squadra guidata allora da Luciano Spalletti. Una serie di prestazioni che avevano permesso all'esterno di scuola Genoa di scalzare la concorrenza di Diego Perotti e imporsi come titolare sulla fascia sinistra nel tridente completato da Dzeko e Salah. Col trasferimento dell'egiziano al Liverpool, il Faraone avrebbe dovuto essere una delle certezze da cui i giallorossi dovevano ripartire, nel nuovo ciclo targato Di Francesco. Eppure, l'ex allenatore del Sassuolo non ha ancora mai visto ElSha in campo.

FIDUCIA DIFRA - Una forte lombalgia alla schiena lo ha infatti bloccato durante la tournée negli Stati Uniti e lo ha costretto ad allenarsi da solo, lontano dal gruppo e dalle indicazioni del tecnico abruzzese. Che comunque continua ad avere fiducia in El Shaarawy e ad aspettarne il rientro, convinto che la sua capacità di attaccare gli spazi sia perfetta per il gioco della Roma che verrà. Per questo motivo la Roma non è intervenuta sul mercato per rinforzare la fascia sinistra, nonostante al momento l'attacco giallorosso possa contare solo su quattro uomini: Perotti, Dzeko, Defrel e il giovane Under. Nessuna preoccupazione per Monchi sulla coperta corta: si proverà a prendere Mahrez - o una sua alternativa - sulla destra. C'è la convinzione che in brevissimo tempo l'ex Milan possa tornare in campo.

IL PIANO - Per riaverlo al meglio, i medici giallorossi hanno studiato un piano apposito. L'obiettivo è far rientrare El Shaarawy in gruppo all'inizio della prossima settimana, dopo le amichevoli giocate in Spagna. Difficile che per la prima giornata di Serie A sia al meglio, da valutare invece il suo rientro per la seconda, quando la Roma riceverà l'Inter di Spalletti. L'allenatore con cui, sul finire della scorsa stagione, il Faraone era tornato a brillare: ora vuole continuare a farlo, ma questa volta con Di Francesco in panchina.

@marcodemi90