Allison ng: Non ha bisogno per l’ennesima volta di pulire la rete. La noia lo assale di nuovo, ma il problema della Roma non è certo la difesa. Tra un po’ chiederà a Di Francesco di fare l’attaccante aggiunto. 

Florenzi 6: Nell’apatia di un primo tempo da camomilla e ciabatte, cerca la porta trovando la schiena di Pisacane e mette su due diagonali difensive non male per disinnescare Joao Pedro. Propositivo, audace anche se un po’ frettoloso come al 68’ quando vede troppo dietro Dzeko. A volte dovrebbe rischiare meno in area con passaggi orizzontali da codice rosso. Di fatto, complice un ruolo non suo, non segna più.

Manolas 6: Come Alisson nel 1° tempo potrebbe mettere su il brano “La Noia” di Vasco e riflettere su altro. Joao Pedro lo impegna al minimo. Quando entra Farias la musica cambia e lui si fa trovare ancora sul divano. Al 78’ per poco il brasiliano non abbassa la temperatura dell’Olimpico. Entra nel disordine finale per favorire il gol di Fazio. 

Fazio 7,5: Il Comandante allunga la vita. Prima toglie la letterina per Babbo Natale dalle mani di Pavoletti e ne spegne subito desideri e sorrisi. Di testa sono tutte sue, coi piedi prova pure a ricamare qualcosa. E quando vede che davanti non si segna si spinge a mettere centimetri rimediando pure un rigore non visto. Poi ecco che si trasforma pure in Befana anticipando la calza e regalando all’Olimpico una doppia esultanza mai vista.  

Kolarov 5,5: Quando il numero undici fa capolino c’è sempre un pericolo in arrivo.  Le batterie cominciano a lampeggiare però e nella ripresa pure lui chiede l’alimentatore. Da segnalare un passaggio sbagliato al 12’, non da lui. Resta comunque il meno arrendevole di una squadra che ha perso cattiveria. 

Nainggolan 5: Sarà per la paura del giallo, sarà che ha il cuore tenero contro la sua ex squadra. Ma il Ninja per mezz’ora lascia a casa katana e stelline, e si ritrova in tuta. Poi ritrova coraggio : al 33’ sfiora il palo, due minuti dopo scalda le mani di Cragno.  Tutto qui. Insomma altroché brano dei Maneskin, questa è musica da anticamera. (80’ Strootman 6: ci mette il brutto muso). 

De Rossi 6: La Sardegna non è così lontana, così prende il pattino e si spinge più spesso del previsto dalle parti dell’area avversaria. Un bel break alla mezz’ora permette alla Roma di mettere una piccola crepa sul muro del Cagliari. Poi ritorna a navigare sul mare di Ostia, lontano dalla zona pericolo dove le acque sono sin troppo calme. 

Pellegrini 5: Attento e a volte provvidenziale in fase difensiva ma non coglie le intuizioni dei compagni di reparto e si becca un giallo sacrosanto. Nella ripresa diventa più smaliziato, ma deve ancora farne di strada per candidarsi a una maglia da titolare. Inserimenti, questi sconosciuti…(72’ El Shaarawy 5,5: non riesce mai ad alzare la cresta. Ha i piedi freddi, e si vede) 

Schick 5: I tifosi per la prima volta scandiscono il suo nome al momento delle formazioni. Vorrebbero urlarlo per un gol, ma il ceco è ancora lontano da quello ammirato con la Samp. La grazia con la quale tocca la palla permette di sognare, il resto no. E a questi livelli non basta guardarsi allo specchio e vantarsi. (87’ Under 6: Ci prova subito, ma la mira è sbilenca. Però regala quel brio che mancava)

Dzeko 5: Una mezz’ora buona passata a duellare con Andreolli senza trovare il gancio. Poi si prende un rigore grande come una casa che Damato inizialmente ignora ammonendolo pure per simulazione. Ma Edin non è il tipo. Resta un’altra prestazione grigia, e qualche dubbio sulla convivenza “fisica” con Schick. 

Perotti 5: Mister Champions cerca due serpentine nel primo tempo, ma non trova il sibilo giusto. E’ l’unico a saltare l’uomo con facilità. La cosa che gli riusciva meglio però era il tiro dagli 11 metri. E in quello sbaglia clamorosamente. Un errore madornale che pesa come un macigno e che lo ammoscia. 

All. Di Francesco 6: Una brutta Roma. Di nuovo. Il rischio di un altro 0-0 viene scacciato allo scadere da Fazio, ma o problemi della sono sempre gli stessi: pochi gol e un controllo della partita che a volte necessiterebbe di qualche strappo in più. C’è qualcosa che non va, ma intanto numeri e classifica sono dalla sua.