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  • Roma, ora Zeman pensa al turn-over

    Roma, ora Zeman pensa al turn-over

    • Valerio Nasetti

    La Roma è un ascensore di emozioni. In tre partite ha collezionato tutti i risultati possibili: una vittoria, un pareggio e una sconfitta. Sintomo di un gruppo da amalgamare, specialmente nel carattere, considerato l'unico punto raccolto in casa tra Catania e Bologna. Mal di Olimpico? Forse. La vittoria manca dall'11 aprile (3-1 sull'Udinese), ma c'è stata la sosta estiva di mezzo, quindi sarebbe ingiusto parlare di un successo atteso da cinque mesi. Fatto sta che in casa la Roma nella ripresa si dissolve, o comunque gioca a sprazzi, non contenendo né l'euforia né i brusii del pubblico. A tal proposito sarà curioso vedere quale approccio i giallorossi avranno domenica prossima a Quartu Sant'Elena (o a Trieste), quando si giocherà a porte chiuse. E soprattutto chi saranno gli interpreti a scendere in campo. A Trigoria si mormora di qualche modifica, anche tenendo conto del classico turn-over, necessario quando ci si appresta ad affrontare tre partite in sei giorni.

    Il maggior indiziato della sconfitta contro il Bologna è Ivan Piris. Chiariamo un punto: Zeman è molto soddisfatto dalla campagna acquisti ed è convinto che tutti i giocatori possano migliorare sotto la sua gestione, quindi anche il paraguaiano. Titolare della sua Nazionale, uno degli ultimi ad arrivare a Trigoria, probabilmente è ancora in fase di ambientamento, ma di certo soffre anche il modo di giocare all'attacco della squadra. In Sudamerica era abituato diversamente. Lo dimostra la sua prima amichevole ad Irdning, quando di fronte ad una formazione di dilettanti austriaci è rimasto timidamente a coprire il suo pezzetto di campo, senza grandi scorribande. Ai cronisti che gli chiedevano il motivo, ha risposto: 'Vedevo alto Balzaretti, quindi ho cercato di coprire dalla mia parte'. Zeman invece ha sempre insegnato come i due esterni debbano salire contemporaneamente per dar maggior sviluppo alla trama offensiva.

    Domenica scorsa, questo continuo movimento saliscendi lo ha mandato in confusione, specialmente quando nella ripresa gli sono mancati entrambi i riferimenti sulla sua fascia (le sostituzioni di Lamela e Pjanic). Da Zeman e Sabatini sono arrivati giudizi stile 'carota e bastone': 'Ha sbagliato, ma non uccidiamolo'. Ora sta a lui far capire al mister di esserci con la testa per affrontare la partita contro il Cagliari. La fiducia di Zeman c'è sempre. Non parte già tra gli esclusi. Come al solito sarà il lavoro settimanale a formare la formazione titolare. Da par loro, Taddei e Marquinhos già mordono il freno.

    Altre situazioni: De Rossi e Bradley proveranno a tornare disponibili tra Cagliari e Juventus (in mezzo ci sarà la Samp). Pjanic è l'uomo in bilico: offre ancora poco dinamismo, presto potrebbe essere provato nella batteria degli attaccanti. A proposito: domenica ci sarà Osvaldo. Uno tra Lamela e Destro rischia di rimanere fuori. E Totti? Se diamo per scontato la sua presenza a Torino con la Juve, con tutta probabilità una tra Cagliari e Sampdoria la salterà. Aggiornamenti nei prossimi giorni.

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