Out nelle prime tre partite di campionato causa infortunio, poi sempre in campo salvo in due occasioni, entrambe le volte per squalifica: sono quattordici le presenze stagionali di Alessio Romagnoli con la maglia del Milan. Titolare nella difesa a tre, titolare nella difesa a quattro, con Vincenzo Montella e con Gattuso: un inamovibile dell’undici rossonero. Ma più per meriti suoi o per demeriti altrui? Non ha convinto Mateo Musacchio, arrivato dal Villarreal in estate, così come non dà garanzie Cristian Zapata. Sosteniamo dunque la seconda tesi, quella dei demeriti altrui, perché Romagnoli, al pari di Leonardo Bonucci, ha offerto fin qui un rendimento al di sotto delle aspettative

IL NUOVO NESTA - Il classe 1995 ex Sampdoria e Roma, arrivato in rossonero per 25 milioni di euro dalla società giallorossa nell’estate del 2015, ha impressionato per costanza di rendimento soprattutto nella prima stagione in rossonero, tanto da essere paragonato a Nesta per le origini romane, il ruolo, la tranquillità nel ricoprire la posizione in campo e il numero di maglia. La scorsa stagione, invece, è stata caratterizzata da diversi stop per infortunio e questa non è iniziata nel migliore dei modi. Romagnoli, infatti, ha svolto solo in parte la preparazione estiva coi compagni a causa di un infortunio al ginocchio accusato nel finale della scorsa stagione, nel derby contro l’Inter. È rientrato in condizione ed è stato schierato subito da Montella come centrale di sinistra nella difesa a tre, salvo quando Bonucci era squalificato. E proprio in quelle partite, senza il capitano del Milan, Romagnoli è riuscito a dare il meglio di sé. Nella difesa a tre, il classe 1995 non ha convinto. Anzi, è apparso insicuro e ancora lontano dal salto di qualità tanto atteso

IL SALTO DI QUALITÀ - Col ritorno alla difesa a quattro di Gattuso il suo rendimento è migliorato leggermente, come nel derby di Coppa Italia, dove Romagnoli è stato uno dei più positivi in campo dei rossoneri. Il rendimento è in crescita rispetto a inizio stagione, anche se nell’ultima partita è stato impreciso in diverse occasioni. Contro la Fiorentina, infatti, ha dovuto stendere Simeone appena fuori dall’area di rigore rossonera: un fallo sanzionato con l’ammonizione, ma per cui l’espulsione sarebbe stata corretta. Per Romagnoli si è trattato dell’ottava ammonizione in stagione, di cui due prese nella stessa partita, contro il Benevento. Sono già due le partite saltate dal difensore rossonero per squalifica: contro il Bologna e con l’Atalanta. Troppo cattivo questo Romagnoli per essere vero. La presenza al suo fianco di Leonardo Bonucci sembrava potesse dargli quella tranquillità necessaria per fare il definitivo salto di qualità, ma l’altalenante rendimento del capitano del Milan ha condizionato inevitabilmente anche il quello di Romagnoli. Le disattenzioni di Bonucci, però non possono essere un’attenuante: dal proprio numero 13 la società rossonera si aspetta di più. La difesa a quattro può sicuramente aiutarlo nel suo percorso di crescita per diventare uno dei leader tecnici di questo Milan. 

@AleCosattini