Mercato pirotecnico. Nel giornalismo di una volta l'avremmo definito così. Oggi, la definizione che meglio si accosta alle operazioni di mercato giallorosse, richiamano alla vela. Sì, la vela. Perchè la navigazione non è stata semplice e, in alcuni casi, le virate assai repentine, se non violente.

Partiamo da qui. La prima virata, è giunta con il «No» di Manolas allo Zenit quando tutto era fatto. Quella del greco era una cessione dolorosa ma necessaria per esigenze economico-finanziarie ed ecco la prima virata: ceduto Rudiger, un addio non previsto e difficile da assorbire.

Poi, il lungo, sfiancante corteggiamo a Mahrez, che da una parte si diceva solleticato dalla Roma e dall'altra flirtava con le big della Premier. Nonostante lanci e rilanci di Monchi, la vela che portava all'algerino s'è sfilacciata fino all'ammainamento. E qui la seconda virata: addio Mahrez e via con la caccia al sostituto che, alla fine, ha portato alla Roma un giocatore fortissimo, un possibile crack a livello mondiale, Schick. Con la soddisfazione, per i tifosi, di aver preso un giocatore che aveva già fatto le visite mediche alla Juve... E, successivamente, ambito da due ex non amatissimi da queste parti, Spalletti e Sabatini.

Ovviamente, quando si vira per evitare gli scogli, non è detto che tutto vada come dovrebbe. Cioè: la Roma è passata dal paradosso spallettiano di un solo centravanti (Dzeko), all'averne tre, con Schick e Defrel oltre il bosniaco. Ora, gli oltre 20 milioni spesi per acchiappare Defrel, alla luce dell'acquisto dell'ex Samp, sembrano soldi spesi per un eccesso di lusso.

A meno che le alchimie di Di Francesco non mettano in moto processi tattici (il 4-3-1-2 ad esempio) o di trasformazione nel ruolo di Schick e Defrel, così da poterli utilizzare nel ruolo di esterno destro, se sarà ancora 4-3-3. Ecco, questo sarà il passo decisivo che potrebbe trasformare in oro la stagione della Roma. Tra l'altro, il modulo alternativo consentirebbe un maggior sfruttamento dei centrocampisti a disposizione - la grande forza della Roma - con Nainggolan schierato trequartista 'alla Spalletti', soluzione che libererebbe un posto a centrocampo per Pellegrini e Gonalons, anche nell'ottica del turn over e pur tenendo presenti i ruoli specifici.

Non sono d'accordo, invece, con chi sostiene che serviva un centrale "forte"... Che vuol dire "forte"? Io mi baso sull'esempio conclamato del Napoli. Ricordate Koulibaly e Albiol con Rafa Benitez? Un disastro. Avete visto Albiol e Koulibaly con Sarri? Fenomenali. Ecco, questo per dire che, certo, se puoi permetterti Hummels ben venga, ma alla fine a garantire una fase difensiva solida è sempre l'equilibrio tattico e l'atteggiamento della squadra, pronta a difendere dal centravanti in giù. Eppoi, l'esempio di Fazio nella scorsa stagione, da oggetto misterioso a 'Comandante' della difesa, dovrebbe far riflettere gli estremisti del centrale a tutti i costi.

E non dimentichiamo che alcuni colpi della Roma che potrebbero fare la differenza, non si sono ancora visti: Karsdorp è al rientro, così come Florenzi. Quest'ultimo è l'uomo che potrebbe risolvere il problema dell'esterno alto a destra nel 4-3-3.

E siamo al voto: al mercato della Roma do un bel 7 abbondante, anche e soprattutto in considerazione di ciò che (non) hanno fatto alcune dirette concorrenti.