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  • Romamania: La prova di maturità si chiama Porto

    Romamania: La prova di maturità si chiama Porto

    L'urna europea ha detto Porto. Guai a sottovalutare i Dragoni, ma se la Roma di Luciano Spalletti vuole essere all'altezza della Champions League non può fasciarsi la testa in partenza. Poteva andare meglio, è vero, con Gladbach e soprattutto Ajax che sembravano inferiori ai portoghesi. Ma poteva andare decisamente peggio: il Villarreal ha mostrato nell'Europa League dello scorso anno la sua solidità a livello europeo - citofonare Napoli per conferme - e il Manchester City di Guardiola ha l'aria della corazzata. 

    Per diventare grandi si deve passare anche da sfide del genere. Il preliminare è un ostacolo storicamente scomodo per le italiane, la Roma vuole confermare il suo status di antagonista della Juventus in Italia e per farlo dovrà necessariamente fare un passo in avanti anche in Europa: in soldoni, se non si dovesse riuscire a superare il Porto, l'Europa League sarebbe forse la dimensione più giusta per la Roma. Sarà una sfida alla pari, perfetta per iniziare la stagione con il livello di attenzione già altissimo.

    Se dovesse effettivamente arrivare Vermaelen nei prossimi giorni, Spalletti avrebbe anche a disposizione il tanto atteso secondo difensore, dopo Federico Fazio: con due centrali in più in cascina, il tecnico potrebbe dirottare Juan Jesus sulla fascia sinistra, rinunciando all'arrivo di un terzino di ruolo per sostituire Mario Rui. Per ulteriori rinforzi, bisognerà attendere l'esito della doppia sfida con i portoghesi. 

    Un ostacolo importante, ma per essere grande la Roma deve essere in grado di superarlo. Una prova di maturità, di quelle che in passato è capitato di fallire ma che sicuramente il "comandante Spalletti" saprà preparare. 

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