E' andata come da copione, forse anche meglio. Ci si attendeva una vittoria della Roma sul Crotone ed è arrivata, quel che stupisce è la facilità assoluta con cui si è arrivati al 4-0. I giallorossi hanno rischiato pochissimo, togliendosi anche lo sfizio di "cancellare" il rigore di Palladino che avrebbe concesso ai pitagorici la gioia effimera del gol della bandiera. Un dominio talmente previsto e prevedibile che anche Luciano Spalletti ha deciso di rischiare tutto sin dall'inizio: dentro Totti, Dzeko, El Shaarawy e Salah, con Florenzi e Peres sulle corsie. Un assetto iper-offensivo che ha distrutto le già bassissime speranze del Crotone.
Tra le tante proposte di Carlo Tavecchio, bisogna rendere atto al Presidente Federale che quella relativa al ritorno a 18 squadre innalzerebbe il valore di un campionato che negli ultimi anni è crollato miseramente. Onore ovviamente alla cavalcata del Crotone dalla Serie B alla Serie A, frutto di un progetto basato sulla valorizzazione di tanti giocatori provenienti dal vivaio delle grandi squadre: anche la Roma ne ha approfittato negli anni, spedendo in Calabria elementi come Florenzi, Balasa e Ricci. Ma ora che quel progetto sembra svanito, con le uniche risorse provenienti dal Sassuolo (che per il prestito di Trotta e Falcinelli ha comunque messo le mani su un difensore interessante come Ferrari) e con le stelle più splendenti del boom dello scorso anno che hanno salutato la compagnia (dal condottiero Juric oggi al Genoa, passando per Budimir e Ricci), il livello dell'organico dei calabresi non sembra all'altezza della Serie A.
In questo caso, buon per la Roma, che ha potuto riammirare un Totti d'annata, finalmente dal primo minuto e ispiratore delle manovre offensive. Dzeko ha ritrovato la via del gol smarrita in quel di Firenze, anche Salah è tornato quello dei giorni migliori. In attesa, però, di test più probanti. Con tutto il rispetto, questo Crotone non lo è stato.