Ronaldo, il Fenomeno, è arrivato ieri sera a Milano. Calciomercato.com lo ha intercettato stamani tra un appuntamento di lavoro e l’altro. L’attività che lo sta tenendo, fra le altre, particolarmente occupato è il lancio mondiale della Ronaldo Academy, la scuola calcio che porta il suo nome e che vanta già ottanta succursali dal Brasile alla Cina, dagli Stati Uniti al Giappone e naturalmente in Europa. In Italia Ronaldo sta valutando alcune proposte anche per conto della sua agenzia di pubblicità 9NINE, che si occupa di sport entertainment.

Lunedì prossimo sarà invece a Firenze in Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento davanti alle quattro Coppe del Mondo vinte dalla Nazionale italiana. Ronaldo verrà premiato dalla FIGC e dal Museo del Calcio e inserito nella "Hall of fame del calcio italiano".

Martedì sera ha visto PSG-Chelsea a Parigi e in quella circostanza ha ritrovato il suo vecchio allenatore dei tempi del Milan, Carletto Ancelotti: “Mi onoro della sua amicizia –dice Ronaldo – il nostro rapporto va al di là del calcio. Senz’altro uno straordinario allenatore ma soprattutto un grande uomo. Sono felice che vada ad allenare in un grande club come il Bayern e l’ho visto molto soddisfatto e motivato per questa nuova sfida”.

A proposito di allenatori, ha potuto vedere il suo amico Zidane ieri sera espugnare l’Olimpico?

“Certamente. Tutti sanno che Zizou è un grande amico. Quando parlo di lui rischio di non essere obiettivo. Spero davvero possa fare una grande carriera anche da allenatore. Vincere all’Olimpico è stata una grande iniezione di fiducia, sia per lui che per il Real. Zidane è stato il più forte calciatore col quale ho avuto l’opportunità di giocare. Ci intendevamo ad occhi chiusi, con lui in campo mi sono molto divertito”.

Potrebbe essere l’anno del Real questo?

“Si, il Real deve puntare dritto alla Champions. Ha tutto per riuscirci e Zidane saprà trasmettere la determinazione necessaria ad una squadra già fortissima per vincere l’undicesima Coppa”

Se Zidane è stato il più forte di tutti, chi sono stati gli altri 10 campioni più forti con i quali hai giocato?

“Ho avuto la possibilità di giocare praticamente con tutti i migliori della mia epoca, avendo militato sempre in grandi squadre. Sinceramente fare una lista mi spiace perché sicuramente lascerei fuori molti amici e campioni del mondo. In ordine sparso mi vengono in mente Nesta, Zanetti, Maldini, Pirlo, Figo, Raul, Baggio, Stoichkov e molti altri ancora, più tutti i miei compagni della Selecao… Una lista infinita di fuoriclasse, come vede”

Qual è il numero 9 più forte al mondo in questo momento?

“Non ne dico uno ma tre: Lewandoski, Suarez e Benzema. Se la giocano loro tre, alla pari.”

Qual è il giocatore che oggi le somiglia di più?

“Senz’altro Neymar. Mi piace tantissimo. Ha auto come è naturale che fosse qualche periodo di ambientamento, appena arrivato al Barcellona, ma ero sicuro che la sua classe sarebbe venuta fuori. Il calcio europeo lo ha completato, abituandolo ad una maggiore fisicità ed anche a situazioni tattiche differenti”.

Può arrivare al livello di Messi o la Pulce resta irraggiungibile?

“Credo proprio che possa raggiungere Messi. Non gli manca assolutamente nulla, può diventare il protagonista della Selecao per i prossimi anni.”

A proposito, come va la ricostruzione del Brasile dopo il fallimento al Mondiale?

“Ci vorrà molta pazienza da parte di tutti. Dunga ha impostato un lavoro in profondità, che richiede tempo e la convinzione che non basta chiamarsi Brasile per vincere. Sono ottimista, comunque.”

C’è un giovane che le piace e che consiglierebbe ad un club europeo?

“Ce ne sono due molto bravi, che devono ancora completarsi ma hanno qualità per sfondare: uno è Gabriel Gabigol Barbosa del Santos e l’altro è Gabriel Jesus del Palmeiras. Entrambi sono giovanissimi, nemmeno ventanni e non vanno caricati di eccessive aspettative.”

E di Miranda, il capitano della Selecao, cosa ne pensa?

“Ho avuto modo di giocarci contro in un Corinthians-San Paolo. Io ero alla fine, lui all’inizio. Mi fece subito un’ottima impressione, non l’ho più perso di vista. Un grande colpo per l’Inter.”

Cosa pensa dell’Inter senza Moratti?

“L’Inter non ha mai perso Moratti e lo dimostra il fatto che sia tuttora azionista del club nonché vicino alla presidenza e a Mancini. Spero piuttosto di incontrarlo prima di domenica, lo riabbraccerei molto volentieri”.

Segue sempre l’Inter e il calcio italiano?

“Ovviamente, ho visto che l’Inter ha avuto un ottimo inizio di stagione. Poi un calo, ma si riprenderà.”

E per la lotta scudetto, dalla quale l’Inter è ormai esclusa?

“Sarà una bella lotta fino in fondo con la Juve, che può contare sul più forte giocatore italiano: Buffon.”

Un suo coetaneo, quasi… E tra i giovani c’è qualcuno che le piace?

“Ho avuto modo di ammirare Verratti, piedi, visione di gioco, determinazione. Bravo il PSG ad aver creduto subito in lui.”

Le piacerebbe allenarlo?

“Non farò mai l’allenatore.”

E il dirigente di club? Magari all’Inter?

“Lo escluderei ma non per l’Inter, che ho nel cuore e a cui auguro ogni fortuna. E’ che proprio non mi vedo inserito in un singolo club anche per gli impegni di lavoro che mi portano continuamente in giro per il mondo.”
(ndr - Questa risposta sta già facendo discutere tanti tifosi. E voi che ne pensate? Ronaldo dovrebbe considerare un futuro da dirigente di club? Ditelo su VIVOPERLEI, cliccando QUI.)

Il 5 maggio resterà per sempre il ricordo più amaro della sua carriera?

“Neanche il 12 luglio 1998 a Parigi è stato un gran giorno per me. Perdemmo la finale contro la Francia per 3-0. Meno male che mi sono rifatto quattro anni dopo con doppietta alla Germania, titolo mondiale e titolo di capocannoniere con 8 gol. Quella senz’altro è stata la più grande gioia, per me e il mio paese”.

E anche i gol più importanti della carriera?

“Si, anche se il più bello resta quello che fece col Barcellona al Compostela. Ventanni appena compiuti, bei
tempi"

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