Dopo cinque anni di militanza a Genova, sponda Sampdoria, Carlo Osti è ormai un blucerchiato acquisito. Al Doria ha vissuto l'era Garrone, chiamato da Edoardo per sostituire Sensibile dimessosi qualche giorno prima, e pure la fase di transizione tra la precedente proprietà e Massimo Ferrero. Quello che forse non tutti sanno è che anche le due figlie del direttore sportivo sono tifosissime della squadra di papà: "La prima è sampdoriana. E’ arrivato qui a 18 anni, si è appassionata e gioisce per le vittorie. La seconda è una Ultras, aveva 12 anni quando con la famiglia siamo arrivati a Genova, è l’età in cui di solito si sceglie la fede calcistica e lei non ha avuto dubbi" ha raccontato lo stesso Osti a La Repubblica. "Hanno visto il derby nella Sud, sono talmente viscerali, che non vorrei, in caso di sconfitta, fossero le prime a criticarmi. Una cosa me l’hanno già detta: papà, non te la prendere. La mamma tiferà per te, ma se dovessi andare via, noi comunque continueremmo a tifare Samp".

Venendo al momento attuale della Samp, Osti è tutt'ora sorpreso dall'avvio di campionato: "Stiamo stupendo tutti. Un cammino simile si poteva sognare. Io alla fine del mercato ero stato chiaro: la Samp avrebbe potuto lottare fra il settimo e il decimo posto. Finire settimi era lo scudetto, ottavi o noni molto bene, con il decimo avremmo fatto il nostro e dall’undicesimo si poteva parlare di fallimento. Il sesto posto attuale è un miracolo. Sette punti di vantaggio sul Milan, impensabile. La Samp è un mosaico perfetto, gli uomini giusti al posto giusto" spiega il ds, parlando dell'organizzazione blucerchiata. "Cominciamo dal presidente: sa come stimolare tutti, coordina perfettamente e allo stesso tempo concede libertà d’azione. Io ho vissuto anche l’epoca Garrone e devo dire che, con pieno merito, sta andando oltre l’immaginabile. Ha sconfitto l’indifferenza iniziale, sta portando avanti progetti molto importanti, casa Samp, i nuovi spogliatoi, la forza della squadra, che è qualità ma anche completezza d’organico. Vendiamo bene, compriamo meglio. Non ci facciamo mai trovare impreparati. Romei è competente, Pradè e io seguiamo costantemente la squadra, oltre a muoverci sul mercato, Pecini è bravissimo nel segnalare i giocatori che servono".

A far fruttare tutto questo lavoro, c'è Giampaolo: "L’ultimo artigiano del nostro calcio. Nel suo laboratorio a Bogliasco inventa, produce idee, prepara le partite, fa crescere ogni giocatore. Un grande valore aggiunto. A fine mercato pensavamo di aver allestito una squadra forte. Ora sappiamo che lo è. Gli obiettivi non si sbandierano, si centrano. Ma di sicuro non siamo un fuoco di paglia. Ora andiamo a Bologna, questo è un vero esame. Soffrire ci può stare, ma se giochicchiamo con fare presuntuoso, non siamo ancora maturi. Se invece affrontiamo la gara con il sacro fuoco, allora si può sognare".

La chiusura finale, Osti la dedica a due calciatori che stanno sorpendendo in blucerchiato, Duvan Zapata e Lucas Torreira. Con una battuta sul calciomercato: "Credevo in Zapata, ma qui si sta dimostrando eccezionale. Qualità tecniche e mentali. Torreira è passato dalla B alla A con facilità irrisoria. Si diceva: se solo facesse qualche gol, sarebbe perfetto. Ne ha già fatti tre e al lunedì il mio telefonino squilla in continuazione. A gennaio non andrà via nessuno. Ma me lo stanno già chiedento tutti". .