L'allenatore della Sampdoria, Marco Giampaolo ha dichiarato in un'intervista a La Repubblica: "Sarri dice che la mia Samp assomiglia al suo Napoli? Interpretiamo il lavoro alla stessa maniera, come un pozzo senza fondo, sempre da sviluppare, pensare, migliorare. Non è un pregio, né un difetto, è una caratteristica. Ad essere comune è la filosofia. La mia Samp è un piccolo Napoli? Aspira ad esserlo, tentando di fare la partita sempre. Alcune volte ci riesce, altre no. La differenza fra noi e loro è nella quantità di volte". 

GRIGLIA SCUDETTO - "Il Napoli sovrasta quasi sempre: è riduttivo sostenere che gioca il calcio migliore d'Italia, è fra i più belli d'Europa. La ricetta è facile: l'allenatore mette sul campo le sue idee, che diventano vincenti grazie alla qualità dei giocatori. Sarri è riuscito a creare un idillio che porta ad essere il Napoli la macchina perfetta che è. I meriti non sono mai di una sola persona. Vincerà lo scudetto? Potrebbe, ma attenzione: la Juve ne ha vinti sei di fila, mette il contachilometri a seconda delle partite, in alcune viaggia a 100, in altre a 60. Il Napoli invece ha bisogno di andare sempre a tavoletta e questo alla lunga può mandarlo fuori giri. È l'alternativa più pericolosa al la Juve, la farà sudare. Come terzo incomodo metto la Roma. Poi Lazio, mi piace molto, e dopo ancora Inter e Milan". 

SAMP - "Noi? Premetto: dal 7° al 10° posto c'è spazio. Vedo l'Atalanta, forte, domenica per noi sarà durissima. Faticherà per le coppe? Luogo comune. Poi Torino e Fiorentina. Dopo, due possibili sorprese: Bologna, ha qualità, e Chievo, che ha esperienza e gioca a memoria. Sulla Samp preferisco aspettare, ma non per sfiducia. Sono convinto di avere una squadra forte, diversa dall'anno scorso, più omogenea, con più titolari. Ma devo capire se siamo più quelli che hanno battuto il Milan o quelli che hanno perso male ad Udine. Qualità, organizzazione, maturità, continuità, se punti in alto, serve tutto. Io sono abituato a fare, non a sbandierare. Il venditore di fumo non mi rappresenta. La nostra tifoseria è straordinaria, 20 mila abbonati, un valore aggiunto. Io devo soddisfare il loro palato e le loro ambizioni con il lavoro, il gioco e stimolando in continuazione i calciatori ad alzare l'asticella. Dobbiamo andare oltre i 50 punti". 

BIG - "Perché non sono mai stato chiamato da una grande squadra? Non me lo sono mai chiesto. Io credo si debba essere felici in un contesto. Significa poter lavorare senza ingerenze esterne, in un club che non fa pressioni, trasmettendo le tue idee. Puoi indossare un bell'abito e poi trovarlo scomodo: devi sempre provarlo prima. La Juve è stata un'opportunità, non un rimpianto. Mi sarei trovato bene, male? Come sarebbe stato l'abito? Io guardo sempre avanti, con realismo. Da bambino ero interista, un giorno all'Inter mi piacerebbe arrivare. Poi una scuola a calcio a casa mia, a Giulianova. E a sessant'anni mi prendo il quadro, vi lascio la cornice". 

ANIMALE NEL RECINTO - "Alla Sampdoria l'abito è l'ideale. Qui ho libertà assoluta, sul campo sono il padrone. Mai un condizionamento, l'ambiente ad hoc per lavorare e realizzarmi. Sennò io divento un animale nel recinto che deve scavalcare. O lo salto con la rincorsa o lo butto giù. Il merito principale è del club, nella sua capacità di programmare. Saper anticipare le cessioni, Muriel, e gli imprevisti, Schick e Skriniar. L'allenatore deve avere coraggio nel lanciare i giovani, migliorare le qualità di tutti e avere una fortuna: trovare giocatori con forti motivazioni e grandi ambizioni. Io posso dare gli input, ma l'interlocutore deve essere ricettivo. Altrimenti sono parole al vento". 

VAR OK - "Uno strumento di giustizia sociale. La scoperta del secolo calcistico. L'antidoto alla cosiddetta sudditanza psicologica degli arbitri, che ora sono più sereni. Meno errori, classifica più vicina alla realtà. L’attesa prima di festeggiare un gol? Ci abitueremo. Ridurre le squadre in Serie A? Questione politica, lo vogliono le grandi, per me non è un'esigenza. Se mangi sempre caviale, per un giorno puoi resistere. Ma perché devi sottrarlo a chi non l'ha mai assaggiato?". 

NAZIONALE - "L'Italia andrà ai Mondiali? Sì e credo sia stata oggetto di critiche esagerate. Battere la Spagna era impossibile, ha fatto il suo. Il Cile resta a casa, tutto è più equilibrato, la rendita di posizione non basta più. Il campionato italiano non è scarso, riempiamo le nazionali di tutto il mondo. La nostra fatica perché abbiamo qualche talento in meno e non possiamo più fare affidamento su un blocco".