La prima, brutta Sampdoria: tale è il responso che emerge dallo stadio Dall'Ara di Bologna, dove la truppa blucerchiata non ha convinto. In questa stagione, è un inedito. Dall'Espanyol al Barcellona, dal Bassano al Milan passando per Empoli, Atalanta e Roma, i ragazzi di Giampaolo avevano sempre raccolto consensi e attestati di stima e ammirazione. Non a Bologna, dove la banda di terribili ragazzini che aveva messo a ferro e fuoco l'Olimpico e il Milan di Montella si è trasformata nei Ragazzi Perduti di J.M Barrie, il creatore di Peter Pan. Quelli che poi, anni dopo, sarebbero diventati i 'bimbi sperduti'.

E in effetti contro i rossoblù i giovanissimi interpreti doriani sono parsi realmente sperduti. Non su un isola, bensì su un prato, presi d'infilata dalle frecce emiliane in grande spolvero. Giova ricordare, prima di tranciare giudizi e conclusioni, la leva dei giocatori in campo: Pedro Pereira, 1998. Skriniar, 1995. Torreira, 1996. Linetty, '95, Praet, '94. Nel finale mettiamoci anche Schick, nato nel 1996, e Bruno Fernandes, classe 1994.

Quando la metà degli interpreti sul terreno di gioco ha meno di 22 anni, occorre dosare e non affrettare le valutazioni. I blucerchiati non erano fenomeni prima, non sono improvvisamente brocchi adesso. Si sono sfaldati, non hanno saputo reagire, è mancata a tratti la personalità e l'esperienza, ma restano comunque una squadra bella e che piace. Una compagine che si deve un po' sporcare la faccia, quello si, ma che si merita tempo, cura e attenzione.

Per la prima volta, se mai, sento di poter muovere un appunto a Giampaolo: forse sarebbe stata opportuna un po' di alternanza tra gli effettivi. Soprattutto notando uno spento Torreira andare in apnea dopo mezz'ora, un Quagliarella sempre avulso dal gioco e un Muriel un po' imballato. La tenuta fisica, oggi, non ha retto neppure un tempo, bensì mezz'ora. Facile giudicare con il senno di poi, facile tanto quanto stupido è anche muovere critiche a chi valuta un giocatore tutto il giorno, tutti i giorni, mentre io al massimo lo vedo allo stadio. Eppure, la sensazione netta che ho avuto è stata quella di una squadra in difficoltà mentale, stordita dalle due ingiuste sconfitte precedenti, e in carenza di ossigeno. Far rifiatare Torreira, e magari anche Quagliarella, mi sarebbe sembrata una scelta logica. 

Quello che è mancato, ai bimbi sperduti blucerchiati, è stato anche un Peter Pan, il personaggio catalizzatore in grado di infondere coraggio e sfrontatezza, quello che funge da collante nei momenti difficili. Il leader carismatico da seguire, insomma, quello attorno a cui raccogliersi nella battaglia. Non lo è stato lo spento Quagliarella, nè capitan Regini, e non lo sono stati neppure Silvestre e Barreto. E allora teniamoci la prestazione volitiva di Praet, già migliorato rispetto alla prima con il Milan, e i primi 30 minuti giocati davvero bene. Teniamoci l'ingresso in campo di Cigarini, che può portare tempi ed esperienza nell'insidiosa Cagliari, e magari anche il piede educato di Bruno Fernandes. 

Ripartiamo da qui, da un incidente di percorso da archiviare, utile per far crescere un gruppo che non può essere smaliziato. La Samp deve tornare a fare punti importanti già in Sardegna. Pensare che questa squadra non possa mai sbagliare, quella è l'Isola che non c'è. Per trovare Peter Pan c'è sempre tempo, l'importante adesso è non fare più la figura dei Bimbi Sperduti.