"Vorrei parlare di calcio". Caro mister Sarri, nessuno più di noi juventini la può capire. E' vero, ha stra-ragione, una partita di calcio non può e non deve limitarsi agli episodi, soprattutto quando hai appena conquistato il titolo di campione d'inverno, che conterà pure una benemerita cippa però resta pur sempre una soddisfazione. Significa che dopo 19 turni di campionato, hai fatto più punti di tutti i tuoi avversari e, quindi, ti aspetti solo applausi. 

Per carità, mister, da questo punto di vista non si può proprio lamentare, perché a lei e alla sua squadra di complimenti e peana ne sono piovuti a pioggia per tutti i 4 mesi e mezzo del girone d'andata. Gliene tributarono pure quando subiste in casa la prima e unica sconfitta in campionato con la Juventus (che caso!) e financo quando Manchester City e Shakhtar vi eliminarono dalla Champions. Pensi un po', al suo collega Allegri, dopo aver conquistato 3 scudetti e 3 Coppe Italia di fila, stanno ancora a rimproverare le finali perse a Berlino e Cardiff - e sottolineo "finali"- , con lei, invece, si complimentano per aver dato - secondo certa stampa - una lezione a Guardiola. Paradossale, anzi oserei quasi dire da fantascienza, eppure nel calcio italiano assistiamo pure a questo.

Per caso - e sottolineo "caso" - qualcuno venerdì scorso si è permesso di uscire dal coro e farle notare che c'era un rigore netto a favore del Crotone per plateale intervento di braccio di Mertens, e lei si è impermalosito: prima, con un'arrampicata sui vetri degna del miglior Spiderman, ha provato a confutare ogni possibile illazione ("la palla rimbalza prima sul petto", ma non è cosi') poi, vista l'insistenza, si è seccato: "Parliamo di calcio".

Tradotto: non sono gli errori arbitrali a far vincere una squadra, ma la sua forza, la sua bravura.
Eggià caro Sarri, dovrebbe sempre essere cosi, a Torino lo sostengono da decenni, eppure non c'e' stato un campionato vinto dalla Juventus esente da polemiche. C'e' chi dal '98 campa sull'episodio Ronaldo-Iuliano, per non parlare di Turone e del rigore (netto, come venerdi scorso a Crotone) di Catanzaro. 

Lo spieghi ai suoi tifosi, così come al suo presidente; quello che alla finale di Supercoppa a Pechino non mandò per protesta la squadra alla cerimonia di premiazione; e sempre quello che dopo un Napoli-Juve (ovviamente perso) chiese sanzioni nei confronti degli arbitri. 

A Crotone il Napoli ha vinto 1-0, dopo aver tirato 23 volte verso la porta calabrese, delle quali 7 in porta (contro 3) e gestito il pallone per il 72% della gara. Supremazia evidente, la vittoria una conseguenza. Sarri vorrebbe parlare solo di questo. Lui che, anche quando vince, si attacca a fusi orari, zolle, meteo e illuminazione del campo. Lui che contesta ogni episodio di campo a suo sfavore. Se a Crotone, al posto di Mertens ci fosse stato Chiellini, in una gara vinta magari dalla Juve con un solo gol di scarto, ora staremmo sicuramente ad ascoltare le sue giaculatorie. E invece mister Sarri oggi desidera "parlare di calcio", e solo di quello. Silenzio, non disturbare 

E l'ermafrodita VAR? Ah già, a Crotone la controllava Doveri, quello dei disastri in Udinese-Juve e che adesso arbitrerà il derby della mole in Coppa Italia. 
Auguri...