Se la cosa più bella, dopo una vittoria come quella di ieri contro l'Inter (1-0), è riassaporare il gusto di un'impresa, gusto che al Mapei Stadium avevamo perso ormai da tempo, non bisogna trascurare le bellezze strumentali, quelle tecniche, tattiche e mentali che questa impresa hanno permesso.

E non mi riferisco soltanto all'azione solitaria di Politano, coda di cometa, che del resto meriterebbe da sola un raccontino di Natale. Politano ormai è davvero la stella di questo Sassuolo, ha ritrovato una condizione psicofisica fantastica, che è un piacere vederlo. Non basterebbe nemmeno citare il coraggio di Falcinelli, che si è schiantato contro il palo della porta di Handanovic, pur di arrivare primo su un pallone decisivo. Ha fatto gol, sì, ma non ha potuto esultare, steso a terra accanto al montante sotto la curva nerazzurra, in attesa di soccorsi, mentre il resto del Mapei traboccava di gioia. Pochi minuti dopo era già in campo a lottare ancora, concentratissimo, quasi dimentico della rete segnata.

Cosa dire poi dei reparti di difesa e centrocampo? E di Consigli, che ha intuito e parato il rigore di Icardi a inizio ripresa, proprio nel momento peggiore, quello in cui l'Inter sembrava rientrata in campo per asfaltare le pretese del Sassuolo? Dentro la vittoria di ieri ci sono tante piccole storie eroiche come queste. Davate forse per scontato che Lirola uscisse indenne dal duello con Perisic? Io no. Per quanto il croato sia in calo evidente, restava a suo vantaggio un mismatch importante sulle palle alte, notoriamente sofferte dal giovane terzino spagnolo. Questi invece non solo è riuscito a limitare i danni nel primo tempo, ma è stato capace anche di emergere e vincere più volte il confronto nella ripresa, effettuando diagonali precise e puntuali.

Inoltre Goldaniga. Goldaniga e Acerbi, naturalmente, entrambi monumentali. Scrivendo le pagelle non ho potuto fare a meno di sottolineare come la rinascita del Sassuolo coincida di fatto con l' impiego di Goldaniga nell'undici titolare. Edoardo al momento ha portato nuova linfa e continuità e attenzione in un ruolo che Cannavaro (al quale va il nostro saluto e un sentito ringraziamento) non poteva più sostenere, se non a sprazzi.

E' stato un piacere ritrovare anche se non il migliore in assoluto, il miglior Magnanelli di quest'anno. Ha perso un solo pallone, ed è stato a guardia della sua difesa dimostrando un ritrovato senso dell'equilibrio. Aiutato alla grande, dobbiamo aggiungere, dal grande lavoro di copertura delle mezze ali.

E qui arriviamo al dunque tattico, il tema che giustifica il nostro titolo.
Perché così celebrativo? Iachini è stato persino espulso, per la cronaca. E allora? La ragione è prettamente tattica. Una mossa che non dovrebbe esservi sfuggita, dal momento che era in atto anche Genova, contro la Samp. Iachini ha cambiato la prima fase difensiva del Sassuolo. Già al Ferraris, sul regista avversario non uscivano più le mezze ali. Torreira era seguito a uomo da Politano. La stessa marcatura a ombra si è vista ieri su Borca Valero, che infatti ha perso 6 palloni (record nerazzurro della giornata). Tanti per uno come lui. Questa mossa ha consentito ai tre centrocampisti del Sassuolo di riparare meglio la zona centrale del campo, davanti alla difesa, senza sprecare energie in un pressing che l'Inter avrebbe potuto saltare facilmente col palleggio, alla ricerca dei movimenti tra le linee di Brozovic, Perisic e Candreva. E dato che anche Berardi prima, e Ragusa poi (ottimamente entrato), in fase difensiva stringevano verso il centro a infastidire l'altro centrocampista, Gagliardini, si creava una configurazione ad albero di Natale (4-3-2-1) piuttosto scomoda da infilare o aggirare. I due centrocampisti dell'Inter erano bloccati dagli esterni del Sassuolo, che così facendo concedevano e invitavano la giocata sui terzini avversari. In più gli spazi di mezzo dove solitamente entrano Perisic e Candreva alle spalle dei centrocampisti, in questo caso erano sorvegliati e occlusi dalla presenza e dalla libertà di cui godevano Duncan da una parte e Missiroli dall'altra, pronti poi eventualmente a scalare in fascia qualora il pallone venisse mosso lungo i corridoi esterni. Insomma, Iachini ha chiuso le vie centrali a Spalletti, costringendo l'Inter a ripetersi prevedibilmente con la monotonia dei cross, unico sfogo concesso al gioco nerazzurro. Difendersi ad albero di Natale, per Natale, è stato il capolavoro, l'ideona di Iachini.