Il Sassuolo chiude l'anno e il girone d'andata col botto. Anche se non si è trattato di una vittoria vera e propria, il pareggio in rimonta all' Olimpico contro la Roma (1-1) fa più o meno lo stesso rumore di quei petardi lanciati il giorno prima di capodanno, e che risultano a un tempo fastidiosi e inattesi. Questo pareggio è fastidioso, sì, per la Roma, inatteso invece per tutti i tifosi del Sassuolo che dopo il successo casalingo contro l'Inter non si aspettavano certo di andare a fare punti in casa dei giallorossi.

Ma c'era 'il fattore Eusebio' da calcolare, in aggiunta a quella strana sensazione di crescita continua che segnava il cammino del Sassuolo nelle ultime quattro gare di campionato. Va ricordato infatti che Iachini siede sulla panchina dei neroverdi ormai da cinque partite e, tolto il 3-0 iniziale a Firenze, ha dato nuova linfa alla sua squadra raccogliendo la bellezza di dieci punti, giornata dopo giornata (3 vittorie consecutive e 1 pareggio). Dicevamo del 'fattore Eusebio'. Di sicuro la presenza da avversario dell'ex allenatore del Sassuolo ha fornito un ulteriore slancio ai ragazzi. Ha dato quella spinta in più che serviva a sommare impresa ad altra impresa, a non accontentarsi del punteggio raggiunto la scorsa settimana. Alcuni avranno voluto farsi notare perché forse pensano in grande e mirano a una big come la Roma, altri saranno stati performanti per pura nostalgia, altri ancora avranno voluto dimostrare di essere migliori di quanto Di Francesco li considerasse. Reazioni psichiche che a volerci entrare veramente non si finisce più.

Fatto sta che tutto fa brodo, e il Sassuolo ha disputato ancora un'ottima gara. Dopo la vittoria con l'Inter, è arrivato l'1-1 contro la Roma. Fortuna travestita da Var? No no, direi piuttosto un'altra prestazione super, e non soltanto per l'intensità espressa, che di fatto ha creato problemi alla manovra della Roma, di per sé comunque meno brillante del solito, ma anche per la personalità di alcuni giocatori simbolo che era da un po' che non avevamo il piacere di menzionare. Uno su tutti: Missiroli.

Al di là del gol di testa di oggi, il gol del pareggio al 78', bisogna sottolineare che il Missile è da due o tre gare che è tornato sui suoi vecchi standard. Quella mezzala che invidiavano al Sassuolo forse non le prime della lista, ma certamente le squadre di seconda fascia, tipo la Fiorentina che gli aveva fatto la corte, al suo apice. A lungo in questi ultimi tempi ha giocato senza condizione, condizionato più che altro dai tanti infortuni. Giocava negli intervalli tra un acciacco e l'altro, così da non sembrar più lui. Oggi, finalmente, il Sassuolo ritrova un giocatore di assoluto valore. Un giocatore che sa andare in percussione, sa difendere, sa saltare di testa, ha tecnica, carattere, senso del gol e chi più ne ha più ne metta. Poi quando segna Missiroli, l'ha ammesso anche Di Francesco più di una volta, a chi conosce un po' di storia neroverde vengono i brividi.. Si torna sempre col pensiero a quel gol là, tanto caro. Perché è nel Missile che si incarna più volentieri l'angelo custode del Sassuolo