Se il girone d'andata è un versante da scalare, seconda, terza e quarta di campionato equivalgono a uno strappo, per il Sassuolo, un blocco a sé; la scarpata più considerevole da affrontare. Calendario alla mano, non capiterà più una sequenza così dura come è quella rappresentata da Torino, Atalanta e Juventus. Al massimo strappini da due, tipo Napoli-Milan (11esima-12esima) o Inter-Roma (18esima-19esima). Per questo valeva doppio vincere la prima in casa, contro il Genoa, ma non è stato possibile.

Ora sarà dura fare risultato a Bergamo, e ancor di più con la Juventus al Mapei Stadium. Bisognerà dunque uscire forti e senza troppe ferite da queste tre partite, per andare a Cagliari affamati. Da lì in poi non si potrà più scherzare: su 6 partite, tolta la Lazio, ci attendono 5 scontri diretti.

La sosta Nazionale, intanto, avrà giovato di sicuro al gruppo, e sarà servita a Bucchi per ricaricare i ragazzi dopo il brutto ko di Torino. L'obiettivo, domenica, è tornare a non prendere gol. Dunque un pareggio andrebbe più che bene. E tuttavia, magari si vedesse maggior continuità in attacco! Questa sì che sarebbe una sorpresa! Al momento infatti la squadra gira una mezz'ora, poi piano piano si ritira senza idee nella propria metà campo. Anche la condizione dovrebbe essere migliore, e questo certamente sosterrà i buoni propositi, la continuità delle trame.

Inutile incensare una volta di più Gasperini e l'Atalanta per quello che hanno fatto e quello che faranno di buono anche quest'anno. Se è vero che a destra e in mezzo hanno perso Conti e Kessié (ora entrambi al Milan), han trattenuto con la forza Spinazzola e con le carezze il Papu Gomez (9 dribbling in due giornate, nessuno meglio di lui in Serie A). Oltretutto già nella scorsa stagione, spessissimo, l'Atalanta ha saputo fare a meno di Kessié, grazie alla crescita di Freuler e alla duttilità di Cristante.

Vale anche la pena ricordare l'arrivo di Ilicic dalla Fiorentina, il quale, insieme a Kurtic, completa la casella del trequartista nel 3-4-1-2 di Gasperini. Un mancino, quello dello sloveno, tanto capriccioso quanto velenoso. Ilicic è un chirurgo spietato. In realtà, diciamolo una volta per tutte, nessuno ha mai capito Ilicic. E' un giocatore enigmatico, che può essere decisivo e/o imbarazzante nell'arco dei 90'.

Noi dovremmo invece poter contare sul mancino di Berardi, d'altra parte, quel Berardi che secondo Squinzi (in una delle ultime dichiarazioni rilasciate) vale quanto Schick e Bernardeschi. Squinzi a volte par cieco, si benda con le sue bandiere. Ciò detto, confidiamo di rivedere al più presto il Berardi migliore. Ce n'è davvero bisogno.