"Il falso nueve è out". No, non lo dice il solito fashion blogger presente alla Milano Fashion Week, ma la classifica dei cannonieri della Serie A. Il finto centravanti importato dalla Spagna nel periodo del tiqui-taqua guardiolano, che ha visto il suo massimo esponente in Lionel Messi, top player del Barcellona, è stato sdoganato. Tanto che anche la stella blaugrana si è fatta da parte, lasciando spazio a Luis Suarez nel Barça e a Gonzalo Higuain nell'Albiceleste

E la classifica dei marcatori dice proprio che è Milano, non a caso capitale della moda, a tracciare la strada: primo e secondo ci sono Icardi e Bacca, attaccanti di Inter e Milan. 6 gol il primo, 5 il secondo: ricerca della profondità, lotta con i difensori, movimenti letali in area di rigore, le peculiarità del numero 9 sono tornate di moda. Basta aree vuote, giocatori che partono da lontano e zero punti di riferimento: il gol è nuovamente al centro dell'attacco

Nei primi 10 posti ci sono 8 numeri 9. O meglio, ci sono 8 bomber di razza, perché i numeri di maglia del calcio che fu sono, appunto, fuori moda: Icardi (6 gol), Bacca (5), Belotti, Borriello, Dzeko, Higuain, Milik (4), e Defrel (3). Dal 99 del napoletano al 70 del milanista, dal 22 del cagliaritano all'11 del francese del Sassuolo: potranno avere numeri diversi sulle spalle, ma questi modelli sono numeri 9 a tutti gli effetti. 

E nella sfilata di centravanti che è diventata la Serie A, ognuno "indossa" determinate caratteristiche: Belotti ha la miglior media gol rapportata ai minuti effettivamente disputati (una rete ogni 54’75’’ in campo), Icardi è quello che corre di più (10,088 km totali percorsi), Bacca è l’attaccante con la maggiore percentuale di marcature rapportate al totale delle conclusioni collezionate (un goal ogni 2,2 tiri totalizzati), Dzeko è  il centravanti ad aver trovato maggiormente il tiro nella porta avversaria (21). Sono tornati, loro, i rapaci dell'area di rigore. Da fashion victim (vittime della moda, senza personalità che si fanno trascinare) quali erano, le squadre italiane sono tornate nuovamente ad indirizzare la via da seguire. Grazie a modelli d'eccezione.