La Serie A è il campionato che spende la maggiorparte dei propri ricavi negli stipendi dei propri tesserati rispetto agli altri campionati top a livello Europeo. E' questo il dato preoccupante che emerge da un report della Uefa e riportato dalla Gazzetta dello Sport sulla salute dei campionati nazionali. Un dato che va in controtendenza proprio con l'aumento dei ricavi che vede l'Italia al quarto posto e in crescita sempre meno costante rispetto ai diretti concorrenti.

LA SPESA PER GLI STIPENDI - Secondo quanto emerge dal report, infatti, la Serie A nel 2015 è arrivata a spendere per gli ingaggi dei giocatori ben 1,3 miliardi, un dato secondo soltanto a quello della Premier League che, però, investe una percentuale minore dei propri ricavi. La Serie A, infatti, investe il il 69% dei ricavi annuali in stipendi rispetto al 52% della Bundesliga, al 60% della Liga e al 61% della Premier League.

RICAVI E DIRITTI TV - Il dato è preoccupante soprattutto per la qualità dei ricavi del calcio italiano ancora fortemente legati ai diritti Tv che incidono per il 50% su i bilanci delle società italiane. L’Inghilterra è su un altro pianeta: il fatturato della Premier è di 4,4 miliardi di euro, la Germania si attesta a 2,4 miliardi, la Spagna tocca quota 2 mentre l'Italia con 1,9miliardi è fuori dal podio. Soltanto nel 2009 la tendenza era invertita con la Serie A davanti a Bundesliga e Liga.

STADI VUOTI - Dai biglietti negli stadi i club italiani hanno ricavato 204 milioni contro i 718 della Premier League. Il problema sono anche gli stadi perchè negli ultimi anni in Italia sono stati rinnovati o costriuti soltanto 3 stadi: Torino, Udine e Reggio Emilia, in Germania, invece il dato è di 16 impianti. Gli spettatori medi sono aumentati grazie all’Inter (+8.000 nel 2015-16), ma le distanze sono drammatiche con perfino la Championship (la serie B inglese) che supera, con 9,6 milioni di spettatori, gli 8,4 della Serie A