Spal-Juventus 0-0

Meret 6,5: quando viene chimato in causa risponde presente, molto bene sul sinistro di Douglas Costa ad inizio ripresa

Cionek 7,5: annichilisce uno come Higuain, non gli permette mai di girarsi verso la porta e lo tiene a bada per novanta minuti. Pecca in fase di impostazione, ma non si può chiedere di più oggi.

Vicari 7,5: insieme ai compagni di reparto gioca una partita perfetta, detta bene i tempi e riesce a tenere solida la difesa biancoazzurra.

Felipe 8: aveva il compito più difficile, tenere a bada Douglas Costa e Dybala, con esperienza e grande concentrazione gioca una gara sontuosa ed è il migliore in campo.

Lazzari 6,5: fase difensiva perfetta contro gli esterni della Juventus, in fase offensiva non riesce a creare molto e non è preciso nei cross.

Grassi 6,5: non parte benissimo e sembra sulle gambe, nella ripresa entra finalmente in partita e insieme ai compagni regge bene sulla mediana.

Schiattarella 7,5: ha le chiavi del centrocampo spallino e regala giocate elegantissime per tutti, nel finale è stremato, ma resta in campo fino alla fine.

Kurtic 6: ancora qualcosa da migliorare per lo sloveno che con il suo fisico e i suoi colpi di testa riesce a dare quel rinforzo che serviva a questa squadra.

Costa 7: torna titolare per l'assenza di Mattiello e regala una prestazione importante, soprattutto nei primi quarantacinque. Nel finale esce dopo aver dato tutto.

(dal 90' Simic sv)

Paloschi 6: soffre il palleggio della difesa bianconera correndo spesso a vuoto per recuperare la palla, non tira mai in porta, ma protegge molti palloni, quindi da apprezzare l'impegno.

(dall'83' Everton Luiz 5,5: una entrata killer su Barzagli che gli costa, fortunatamente, solo il giallo)

Antenucci 6,5: ha una grande occasione nella ripresa, ma la sciupa peccando di altruismo, per il resto è il solito tarantolato che lotta e trascina i compagni ad un punto importantissimo.

(dall'89' Floccari sv)


All. Semplici 8: prepara alla perfezione una gara difficilissima dove la sua squadra era data per spacciata. Richiede grande applicazione il suo 5-3-2, ma se eseguito alla perfezione, come stasera, può portare al grande obiettivo stagionale. Azzecca anche la giostra dei campi tutti oltre l'ottantesimo.

Leonardo Valente
 

JUVENTUS

BUFFON ng: prestazione in stile Stadium, da spettatore privilegiato. Solo che guarda una Juve che non trova un solo spiraglio per la vittoria.

DE SCIGLIO 6.5: gestisce ogni pallone con grande sicurezza.

RUGANI 6.5: questo è il periodo della stagione in cui riesce a trovare più spazio, in questa fase non tradisce più.

CHIELLINI 6.5: ruvido come sempre, giganteggia come sempre. E come troppo spesso accade, si ferma per un guaio muscolare (81' BARZAGLI ng)

ASAMOAH 6: proprio ora che sembra aver deciso di lasciare la Juve, Allegri gli sta regalando una posizione da titolarissimo. Prestazione ordinata, forse meritava di restare in campo lui (64' MANDZUKIC 5.5: non entra in partita, sulla sua testa forse l'occasione migliore)

PJANIC 5: spazi non ce ne sono, il pressing è asfissiante, così è costretto a limitare a giocare nel breve. Lento e prevedibile.

MATUIDI 5.5: porta dinamismo, recupera tanti palloni pur sbagliando spesso la misura e le scelte dei suoi appoggi (84' BENTANCUR ng).

DOUGLAS COSTA 6.5: bastano pochi centimetri per costringere gli avversari a prendergli la targa, quando è costretto a ragionare però si perde. È in ogni caso l'unico a rendersi costantemente pericoloso.

DYBALA 6: cerca sempre di creare superiorità numerica, subisce un fallo dietro l'altro, ma gli manca il guizzo vincente.

ALEX SANDRO 5: nei primi dieci minuti sbaglia tutto quello che può sbagliare, la situazione non è che migliori particolarmente col procedere del match.

HIGUAIN 5: gioca col fardello della diffida, non si lascia condizionare sotto quell'aspetto ma finisce sempre per sbattere contro il muro estense.

All. ALLEGRI 5.5: la Juve finisce intrappolata nella ragnatela disegnata da Semplici. Non ha passaggi a vuoto, i famosi blackout sono un ricordo lontano. Ma non ha nemmeno la brillantezza per ottenere tre punti che non sulla carta non sarebbero dovuti essere messi in discussione. Anziché costringere il Napoli a giocare a -7, permette al gruppo di Sarri di programmare il -2.

Nicola Balice