Si chiude un anno calcistico memorabile per la città di Ferrara. L’anno del ritorno in serie A, dopo 49 anni, consacrato il 21 Gennaio con la vittoria sul Benevento e ottenuto a Terni, in quel 13 Maggio indelebile nel cuore dei tifosi biancoazzurri. Poi il primo punto all’Olimpico, la notte da sogno contro l’Udinese per la prima vittoria in serie A dopo mezzo secolo, davanti ad un “Paolo Mazza” incandescente. L’entusiasmo della massima serie, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Perché quando torni in un mondo dopo molti anni ti accorgi che qualcosa è cambiato: è arrivato un nuovo sistema, per partite perfette, senza pericolo di essere svantaggiati dagli errori, quelli arbitrali, quelli che fanno più rumore il giorno dopo.

A Ferrara non credo ce ne fosse bisogno. Un pubblico corretto, sempre pronto a sostenere i propri colori, nei momenti bui e nei momenti luminosi, una tifoseria che non si è mai appellata a torti subiti, sempre rivolta verso i propri mezzi. Lo sa bene il condottiero di questa squadra che ha riportato la Spal ai massimi livelli. Leonardo Semplici anche dopo la partita con la Samp non si è espresso sul “regalo” di fine anno di Pairetto, ha chiesto solamente più attenzione ai suoi ragazzi, perché in questo campionato gli errori si pagano a caro prezzo. Magari si rivolgeva proprio ad Oikonomou che se avesse liberato l’area di rigore non avrebbe portato Ramirez e Viviani al contatto. Il mister è soddisfatto; da questo 2017 non si poteva chiedere di più, la salvezza è l’obiettivo da raggiungere e i prossimi cinque mesi dovranno essere perfetti sotto ogni aspetto.

Resta l’amaro in bocca della Var, un meccanismo che non si sposa bene con questa squadra. Non si parla certo di malafede, mettiamola sulla sfortuna, eppure questa novità nuoce gravemente agli estensi, non riesce proprio ad essere digerita. L’episodio di Marassi è l’ultimo di una lunga serie che lascia la rabbia per non aver potuto ottenere qualche punto in più. Al giro di boa il bottino segna 15, il migliore tra le neopromosse, e la voglia di restare nel calcio che conta è tanta.

Ripartire dalla A e non fermarsi alla Var, anzi, arrivare fino alla Z, fino alla fine, lottando con chiunque e giocandosela alla pari con tutte le altre squadre, come fatto fino ad ora. Superare la sfortuna e oltrepassare anche gli ostacoli fuori dal rettangolo di gioco, le idiozie che non permettono nemmeno di poter ricordare un tifoso scomparso con una bandiera. Anche se sembra uscita da un calcio che non esiste più, la Spal è pronta al futuro affinchè il 2018 sia ancora più emozionante dell’anno che sta per concludersi.