Il derby non è mai una partita come le altre. Lo sanno a Bologna, lo sanno a Ferrara e a 48 ore dalla sfida, il clima di avvicinamento alla gara è sempre più incandescente. L’ultimo incontro, sotto la torre di Maratona nella massima serie, risale alla stagione ’67-’68, con il 3-2 dei salesiani in terra nemica. Poi i più recenti scontri nelle serie minori che regalarono grandi emozioni, ma non la gioia di giocare nel grande palcoscenico della Serie A. Alle 15, dunque, di domenica 15 ottobre andrà in scena una nuova pagina di storia del calcio emiliano da vivere e godere insieme. Chi riuscirà ad aggiudicarsi la supremazia territoriale che solamente una vittoria nel derby può regalare?

Al Dall’Ara i tifosi estensi sono pronti ad arrivare in massa, si parla di 6000 tifosi circa che vorranno essere al fianco dei loro ragazzi in questo giorno storico per i colori biancoazzurri. Ad aspettarli, nella roccaforte rossblu, il tutto esaurito che i sostenitori felsinei non hanno riservato nemmeno ad Inter e Napoli. Un fattore importante che ricorda come sia il duello con la Spal il più sentito nella città delle due torri. Un duello che va oltre il semplice sfottò “domenica arriva la Giacomense!” e che i ragazzi di Donadoni non vogliono sbagliare per dare continuità al loro buon periodo di forma. Dall’altra parte gli undici di Semplici, il gruppo più elogiato di questo inizio di stagione, alla ricerca dei frutti da raccogliere dopo il grande lavoro fatto in questo mese e mezzo. Un match decisivo che potrebbe far scattare la scintilla e far decollare definitivamente la squadra. Non si possono commettere errori, questo il pensiero fisso nella testa dei due allenatori, perché sbagliare domenica potrebbe fare male più del solito e al quel punto non basteranno gli elogi a curare le ferite.

La tanta pressione e l’attenzione riservata all’incontro potrebbero diventare due fattori decisivi sul piano mentale in primis, senza dimenticare il piano del gioco. Perché il derby ha il suo bagaglio storico e culturale alle spalle, ma in campo scenderanno 22 giocatori e saranno loro a decidere le sorti dell’incontro. Un mix che fa ben sperare, a mio parere, nella supremazia territoriale che la Spal tende a voler acciuffare in ogni incontro. Mi spiego meglio. La banda Semplici è una squadra che del possesso palla vuole farne la sua arma più letale e la prossima partita sembra l’incontro perfetto per dimostrarlo. Il giocatore chiave dovrà essere l’ex più atteso: Federico Viviani. Il metronomo romano, ex di turno, sicuramente non verrà accolto benissimo dal pubblico bolognese, eppure è dai suoi piedi che passano le speranze dei suoi nuovi tifosi. Nelle prime uscite stagionali, il classe 92 ha dimostrato che il talento e la voglia ci sono, bisogna diventare più veloci con il pensiero per liberarsi dalle gabbie che molti avversari tendono a costruire intorno a lui. Anche Donadoni, con molta probabilità, tenderà a bloccare il playmaker ferrarese, ed è proprio in mezzo al campo che si deciderà l’incontro; perché se gli estensi riusciranno a mantenere a lungo la sfera senza cadere nei contropiedi micidiali di Verdi e company, il risultato potrebbe diventare interessante per Semplici, Colombarini e Ferrara tutta.

Domenica, dopo mezzo secolo, torna il vero derby dell’Emilia (non ce ne vogliano Sassuolo, Carpi e Modena) e al Dall’Ara è tempo di spettacolo, per guadagnare i tre punti e la gloria che solo un derby può regalarti. Novanta minuti dove sarà fondamentale la supremazia territoriale sulla mediana per stabilire chi avrà la supremazia territoriale fuori dal terreno di gioco.