Finalmente Allievi. Il Toro di Roberto Fogli ha trovato la prima vittoria stagionale e lo ha fatto nel giorno più importante: nel derby. Un successo netto, che permette ai granata di guardare con rinnovato ottimismo al resto della stagione e di pensare alle precedenti giornate con un pizzico di rammarico in più: se all'esordio il Genoa si è effettivamente dimostrato superiore, la sconfitta interna contro il Cagliari ha visto il Toro colpire due legni sullo 0-0, così come i pareggi a reti bianche con Fiorentina e Livorno hanno visto i granata mordersi le mani per le numerose occasioni sprecate. Così, alla vigilia della sfida con la Juve, la classifica parlava di una squadra con due soli punti ed una rete appena segnata nonostante una delle migliori difese del campionato. La speranza è che quindi questo successo nella stracittadina possa diventare quello della svolta.

CI PENSA PARIGINI - A trascinare la squadra alla riscossa ci ha pensato Vittorio Parigini. Il talento di Toro e Nazionale, da inizio stagione aggregato alla squadra di Moreno Longo, ha approfittato della sosta del campionato Primavera per tornare a dar man forte ai suoi compagni di sempre: una presenza che ha fatto la differenza sotto ogni punto di vista, ed una squadra che non segnava da oltre trecento minuti è riuscita ad andare in gol tre volte. Autentico crack per la categoria, Parigini ha dimostrato di aver un altro passo rispetto tutti gli altri protagonisti del derby Allievi, mettendo lo zampino in ogni gol che hanno portato i tre punti ai granata. Ma è stato soprattutto l'atteggiamento mostrato dall'attaccante ad aver impressionato, capace com'è stato di pressare in lungo e in largo senza palla e di cercare di entrare sempre nel vivo del gioco in fase di impostazione o ripartenza. Una prestazione che ne conferma anche il momento magico, con Parigini che trova la zampata decisiva con gli Allievi dando continuità a quelle che nelle ultime settimane lo han visto protagonista nei tabellini anche della Nazionale Under 17 e della Primavera. Un'importanza e una spola tra due squadre che ricorda da vicino quella di Abou Diop tra prima squadra e Primavera, così come quella che nella seconda parte di stagione ha visto protagonista Mattia Aramu tra Allievi e Primavera: non a caso altri due giocatori su cui si basano le speranze del Toro che verrà.

ATTACCO SBLOCCATO - Con un Parigini in più, è stato tutto il Toro a girare a mille. Il primo gol dell'anno è stato trovato anche dal suo compagno di reparto, quel Leonardo Candellone (classe 1997) che in queste prime cinque giornate ha sempre retto l'impatto con avversari più grandi di un anno grazie al suo gioco fatto di fisico e generosità, ma anche di qualità: lui più di tutti si è abbonato ai pali, ed anche contro la Juve ha confermato il proprio senso della posizione facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto dopo la deviazione aerea di Parigini sul cross di Procopio per il gol del vantaggio. Candellone non è poi l'unico '97 che in questo avvio di stagione si sta ritagliando uno spazio importante con il gruppo di Fogli: al suo fianco in attacco anche Simone Edera si è confermato uno dei migliori prospetti granata, prima di tornare al gol con gli Allievi fascia B di Luca Mezzano sabato pomeriggio nel 4-0 rifilato ai pari età della Sampdoria.

DA LENTINI A LE NOCI - Parigini e Candellone sono solo alcuni dei giocatori in grado di mettersi in mostra con la squadra di Roberto Fogli in questo derby. In porta si è destreggiato con la consueta sicurezza Nicholas Lentini, da un biennio ormai presenza fissa nella Nazionale di categoria e capace di mantenere la porta del Toro tra le meno battute del campionato anche in questo complicato avvio di stagione: merito anche di una difesa già affiatata nonostante tra i quattro titolari ci siano anche Cochis e Savino, due giocatori arrivati solo in estate da una realtà dilettantistica come quella del Chieri. E a centrocampo, davanti alla consolidata linea a tre composta da Magnone (autore del terzo gol da derby), capitan Mazzafera e Procopio, continua ad illuminare il gioco quel Donato Lenoci che già nella passata stagione è riuscito a ritagliarsi un posto importante in categoria da sottoetà anche in una quasi inedita posizione da numero dieci. Il biondo regista, arrivato al Toro dal Bari nell'estate del 2010, contro la Juve è tornato ad illuminare il gioco granata: se dovesse ritrovare la giusta continuità anche per lui potrebbero riaprirsi le porte della Nazionale Under 17, con il ct Daniele Zoratto che continua a tenerlo in forte considerazione.

(Tuttosport - Edizione Locale)