L'aspetto positivo è che Andrea Belotti corre, tira, contrasta, dimostrando che il ginocchio è effettivamente guarito, quello negativo è che il Gallo è ancora ben lontano dalla miglior forma: aveva bisogno di altro tempo prima di tornare in campo ma è stato chiamato a immolarsi per la causa, a salvare prima il Torino dal baratro nel quale stava finendo, poi la Nazionale. Il centravanti si è impegnato, ha sudato ma, né in granata e né in azzurro, ha inciso.

Quello che si è visto nelle ultime settimane non è certo il miglior Belotti, il giocatore che nello scorso campionato segnava con continuità e facilità, facendo sì che alcune tra le più importanti squadre europee (come ad esempio il Chelsea, il Manchester United, l'Atletico Madrid ma anche il Milan) inserissero il suo nome nella lista dei desideri. Belotti è un giocatore fondamentale per il Torino e l'obiettivo principale ora non può essere che quello di farlo tornare ai livelli dello scorso anno. Il Gallo ha accelerato il periodo di recupero per cercare di aiutare Torino e Italia, rientrando in campo prima di quanto anche ogni più rosea previsione immaginasse, ora gli va dato il tempo per ritrovare la miglior condizione e tornare ad essere il giocatore che in tutta Europa hanno conosciuto nello scorso campionato. 

Mihajlovic, che può contare su una serenità ritrovata dopo gli ultimi confortanti risultati del suo Torino, ha la possibilità di lasciare a Belotti il tempo di cui ha bisogno. Ventura invece non è nella condizione di poter fare troppo calcoli: se con la Svezia l'Italia non vincerà, andrà incontro ad una eliminazione storica. La Nazionale non può sbagliare e, se sarà chiamato in causa, Belotti dovrà immolarsi per la causa.