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Passare da pezzo pregiato del mercato a riserva qualunque in meno di tre mesi si può, chiedere a Moussa Sissoko per averne la conferma: vice-campione d'Europa con la Francia, della quale è stato uno dei migliori durante il torneo e soprattutto nella finale persa contro il Portogallo, il centrocampista ha salutato il Newcastle nelle ultime ore del mercato per trasferirsi al Tottenham, preferito all'Everton perché 'club nettamente più importante'.

SCARICATO - Da fine agosto a fine novembre, Sissoko comincia a rimpiangere la scelta: solo 10 presenze tra campionato e Champions League in questo avvio di stagione, ma soprattutto fuori dai convocati nelle ultime due partite di Premier League per scelta tecnica (dopo altre due settimane ai box per squalifica). Il rapporto si è incrinato, forse irrimediabilmente, con il tecnico Mauricio Pochettino a giudicare anche dal tagliente commento rilasciato ieri al Guardian: "Il calcio non è una questione di soldi, ma di quali giocatori facciano meglio e di quello che fanno vedere sul campo d'allenamento, devono dimostrare di essere migliori di altri compagni e di meritare di essere coinvolti. Nel mio pensiero io prendo le decisioni e credo che chi ha giocato sabato e chi era in panchina meritava di essere coinvolto (Sissoko non convocato, ndr). Per me non è frustrante, è calcio e possiamo vedere che succedono cose diverse. Compri un giocatore e ti aspetti qualcosa da lui, poi non vengono rispettate le attese... Se un altro merita di essere coinvolto, come Nkoudou o Onomah o Janssen, perché no? Solo perché viene pagato tanti soldi uno merita di giocare? Sissoko deve lavorare e mostrare in futuro che merita di essere parte della squadra".

C'E' LA FILA, MA... - Parole di rottura che sembrano spalancare le porte al mercato e sono già tante le squadre con le antenne drizzate, EvertonPSGSiviglia e anche in Italia: Inter e Juventus lo hanno già cercato la scorsa estate e ora monitorano la situazione, soprattutto i bianconeri che sono a caccia di rinforzi a centrocampo e tornano a pensarci. La realtà però è che strappare Sissoko ai londinesi sarà tutt'altro che semplice: il Tottenham ha investito 30 milioni di sterline su di lui, circa 35 milioni di euro, e ora non può cedere il giocatore a titolo definitivo per non mettere a bilancio una minusvalenza, altamente improbabile infatti che qualcuno si presenti alla porta degli Spurs con almeno 27-28 milioni di euro. Complicata ma non impossibile l'ipotesi prestito: da escludere la forma a titolo temporaneo pura per un 27enne, opzione attuabile inserendo l'obbligo di riscatto al raggiungimento di un determinato numero di presenze per una cifra non inferiore comunque ai 25 milioni di euro. Resta da vedere se la credibilità guadagnata fino ad agosto basti a Sissoko per attirare ancora club disposti a investire queste cifre, ma una cosa è chiara: la frattura con Pochettino ora è sotto la luce del sole, e il Tottenham non chiude la porta a chiunque offra una valida via di fuga a quello che rischia di rivelarsi un costoso buco nell'acqua.


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