La Cina scala il calcio mondiale in modo dirompente, e un così subitaneo ingresso in scena spiazza gli analisti. La finestra di calciomercato invernale ha tracciato la linea di confine di una nuova epoca, registrando l’ascesa della lega calcistica cinese ai vertici della classifica delle spese per acquisti. Soltanto i club della Premier League hanno fatto di più, ma se queste sono le premesse il primato inglese rischia di resistere ancora per poco. Bisogna dunque rivedere le mappe dei poteri economici, e ridisegnare quelle mentali troppo ancorate a una geopolitica del calcio tutta costruita lungo l’asse Europa (Occidentale)-America del Sud. Un retaggio novecentesco che ormai non serve più. E sarà necessario rivedere i riferimenti alla svelta, senza cedere alla tentazione di pensare che la scalata cinese sia una parentesi.

Un grosso aiuto a riformulare le nostre categorie ci viene da un libro di fresca pubblicazione. Lo ha scritto Nicholas Gineprini, redattore di Tuttocalcioestero.it e gestore del blog Calcio Cina. Il titolo del libro è “Il sogno cinese. Storia ed economia del calcio in Cina” (Urbone Publishing, pagine 157, 12 euro). Mettendo a frutto una conoscenza del calcio cinese maturata ben prima che esso diventasse il fenomeno di gigantismo economico che adesso osserviamo, Gineprini ha reso disponibile ai lettori un pregevole strumento d’analisi. Un riferimento indispensabile per tutti coloro che da ora in avanti vorranno approfondire il tema.
Il testo comprende una rapida parte di inquadramento storico, dedicata alle vicende politico-sociali e culturali cinesi e alle origini del calcio in quel paese, per poi passare allo specifico. Viene passata in rassegna con dovizia di dettagli la strutturazione del movimento calcistico cinese nel dopoguerra, calandone la vicenda nel quadro delle evoluzioni politiche del Paese. E infine si passa all’oggi, ciò che costituisce la parte più preziosa e ricca d’informazioni. In questa parte Gineprini ha il merito di farci vedere con nitidezza la peculiarità politico-economica del modello calcistico cinese. Figlio di un Paese dove l’economia di mercato e quella pianificata di stato, cioè due modelli che dovrebbero essere l’uno la negazione dell’altro, coesistono dando vita a una formula irripetibile. L’investimento nel calcio diventa per i grandi player dell’economia cinese (che sono anche player globali di prima grandezza) una sorta di dovere patriottico, attuato per dar seguito a un preciso desiderio del presidente della repubblica Xi Jinping, Che a sua volta è un grande appassionato di calcio, e ha fra le massime ambizioni quella di fare del XXI Secolo l’epoca dell’egemonia cinese nel mondo del pallone. Nel libro questa fitta rete di influenze politico-economiche è ricostruita con dovizia di particolari, così come i passaggi di proprietà dei club che stanno anche a indicare le alterne fortune delle aziende e dei settori economici nel paese. Un libro che è già di riferimento, lettura consigliata.

@pippoevai