Si parte. Il campionato dell'Udinese comincia a Lecce tra incognite e certezze. Le certezze sono un capitano che 'invecchiando' stupisce sempre di più. Di Natale è la speranza a cui si aggrappano i tifosi bianconeri: a lui il compito di segnare, perché il gioco del calcio è semplice, vince chi segna di più e se non hai classe davanti i punti in classifica non arrivano. È l’unico attaccante con esperienza e talento per Guidolin in questo momento. Con Floro Flores ancora ai box (una maledizione quella del napoletano, che non ha è preso parte a nessun impegno ufficiale dal suo rientro in Friuli) e Barreto out, il peso offensivo dei friulani è sulle spalle del numero 10. Spalle grandi sicuramente, ma con tre competizioni da affrontare non si può nemmeno pretendere che Totò faccia il superlavoro.

Le incognite riguardano una difesa praticamente nuova, con Danilo e le new entry Neuton e Ekstrand e la mancanza di un 'piede fino' a centrocampo. Guidolin ha ribadito che l'annata appena trascorsa va dimenticata in fretta e siamo d'accordo con lui. Riparte un nuovo ciclo, e un'altra certezza è proprio l'allenatore di Castelfranco Veneto. Non sarà facile far crescere tanti ragazzi giovani e al primo impegno nel campionato italiano, ma il tecnico è già riuscito a risollevare dalle ceneri un'Udinese che sembrava smarrita e spenta.

Il campionato 2010/11 iniziò con quattro sconfitte di fila e poi ci fu una crescita costante di gioco e risultati. I supporters delle zebrette firmerebbero per gli stessi sviluppi. Non si sa mai che il Messi di Romania, Torje, non stupisca tutti e non faccia rimpiangere Sanchez. Le domande che affollano la mente dei tifosi sono tante: 'Il mercato è stato sufficiente? Floro Flores ci darà una mano? Di Natale sarà ancora il bomber più prolifico della serie A? Rimpiangeremo Inler e Sanchez?' E la più inquietante domanda di tutte: 'Non dovremo mica lottare per la salvezza?' Al campo l'ardua sentenza.