In questa penosa serata svedese, c’è qualcosa che è addirittura peggiore della sconfitta e di un’Italia bruttissima: le accuse all’arbitro da parte di Ventura, quasi fosse colpa del turco Cakir se nella sua squadra non ha funzionato nulla. I nostri avversari hanno messo la partita sullo scontro fisico, è vero, ma non abbiamo visto falli intollerabili, entrate killer, aggressioni inaccettabili. Il gomito alto un paio di volte, quello sì, ma niente più. In compenso abbiamo anche osservato - ad esempio - Chiellini rotolarsi a terra con le mani sul volto come se avesse preso un pugno in faccia, salvo notare dal replay che non era stato nemmeno sfiorato, oppure De Rossi colpire con una manata - lieve, per carità - l'aggressivo Berg. 

Suvvia, non diamo lezioni di sportività. Pensiamo, semmai, alla partita, che abbiamo giocato male e meritato di perdere contro una squadra che sul piano tecnico è decisamente inferiore rispetto a noi. Solo che Ventura ha sbagliato molte scelte, quasi tutte, a cominciare dall’esclusione del nostro campione più talentuoso e più in forma, ovvero Insigne. Come si possa anche solo pensare di lasciarlo fuori, è un mistero. No, la colpa non è di Cakir: è di Ventura. 

Lunedì, a Milano, ci giochiamo il Mondiale, dal quale non manchiamo addirittura da sessant’anni. Ventura, anziché lamentarsi, trovi le soluzioni giuste per portarci in Russia, altrimenti entrerà nella storia del nostro calcio, ma dalla parte sbagliata. E, nel caso non riesca nel suo compito, abbia almeno la dignità di andarsene. Subito. Come fece tre anni e mezzo fa Prandelli, per una disfatta sì clamorosa, ma arrivata almeno ai Mondiali. Non sei mesi prima. 

@steagresti