Che quella di Italia-Svezia non fosse stata una vigilia tranquilla era sotto gli occhi di tutti. Quasi naturale. Eppure, anche questa volta la gestione Ventura è riuscita ad andare oltre: sì, perché nella preparazione della sfida di ritorno a San Siro c'è stato un confronto molto acceso tra alcuni giocatori storici della Nazionale e il ct azzurro, con al centro il tema formazione. Scelte poco logiche, non per favorire se stessi nel caso di chi ha avuto questo faccia a faccia con Ventura ma per lasciare da parte mosse decisamente opinabili (vedi Insigne) in favore del bene dell'Italia e del suo accesso ai prossimi Mondiali. Questo è stato 'contestato' a Ventura immediatamente dopo il rientro nel nostro Paese, in seguito alla sconfitta di Solna.

MINACCIA DIMISSIONI - Giampiero Ventura non ha digerito bene la presa di posizione di quei giocatori, tutt'altro. Un segnale pessimo cui ha replicato minacciando le dimissioni immediate. Una sorta di 'la formazione allora fatela voi' per intendersi, il discorso è semplice e chiaro, anche comprensibile. Ricompattarsi è diventato quasi fisiologico, così da arrivare però alla sfida di San Siro con un verdetto praticamente certo: l'esonero di Ventura anche in caso di vittoria contro la Svezia. Purtroppo, oggi solo un retroscena di quanto non è accaduto. Perché i risultati di una Nazionale così poco unita rispetto al proprio ct si sono visti sul campo. E ci hanno perso tutti: Ventura, i senatori, i nuovi talenti, gli accantonati e i protagonisti. Ci ha perso l'Italia.