“Romeo, sveglia! Forza, Romeo!”. Romeo si svegliò subito, e in un quarto d’ora, l’ultimo della partita, pareggiò il conto con una doppietta: Stabia-Salernitana 2-2. La voce delle mogli. Dalle tribune poi, si sente che è una meraviglia, pensò Romeo Menti tornando nella propria metà campo tra gli applausi. Parola più parola meno, raccontano, andò circa così il 10 maggio del ’45, giorno in cui le Vespe stabiesi si giocavano il Campionato campano in uno scontro diretto.

Il 17 giugno del ’51, invece, a Firenze, lo Stabia saliva per la prima volta in B, vincendo lo spareggio contro il Foggia. La Signora Menti ancora sugli spalti, festeggiava commossa i gialloblù. Nel mezzo, i tre scudetti consecutivi vinti dal marito nel Grande Torino, e il suo ultimo gol, su rigore, al Benfica; poi quel maledetto aereo, la strage di Superga. In Italia sono addirittura tre gli stadi dedicati all’attaccante del Toro, che nel ’44/’45, giusto un anno, fece grande anche lo Stabia, lasciando un ricordo indelebile. Lo stadio di Montichiari è dedicato a Menti, quello di Vicenza e quello di Castellammare pure, che sono i due più conosciuti. Quest’ultimo è intitolato così dal 1985, l’anno dell’inaugurazione e della fine dei lavori, che seguirono al terremoto dell’Irpinia (1980).

Ma la Serie B raggiunta e poi immediatamente perduta nel ’52, si rivedrà sotto il Castello soltanto al termine della stagione 2010/2011, vale a dire dopo 60 anni, grazie alla guida di Piero Braglia (quest’anno all’Alessandria, nel Girone A, fino all’esonero avvenuto in aprile). La sua squadra la spuntò in finale play-off contro l’Atletico Roma, dopo un quinto posto in regular season. Questa volta però, le Vespe rimasero in cadetteria per tre anni, conseguendo il miglior piazzamento –nono posto- nel 2012. Fu allora che i gialloblù raccolsero i frutti del progetto imbastito da Francesco Manniello, entrato in scena dapprima come vicepresidente nel 2008, poi come presidente assieme a Francesco Giglio. Dopo l’iniziale e inattesa retrocessione in Seconda Divisione, ingaggia Rastelli, l’attuale allenatore del Cagliari. Sarà proprio Rastelli a innescare la doppia promozione, che come abbiamo visto arriverà l’anno dopo attraverso il lavoro di Braglia. Nonostante il ritorno in Lega Pro, Manniello è sempre più protagonista del calcio a Castellammare, essendo dal 2015 presidente unico.   

Un quarto posto nel 2015 (Girone C), centrato anche grazie ai 14 gol di Samuel Di Carmine (oggi al Perugia), ma sporcato dall’ eliminazione nel preliminare play-off al Mercante di Bassano del Grappa (ai rigori). Un innocuo decimo posto, la scorsa stagione. Infine ancora un quarto posto, nel Girone C appena terminato e vinto dal Foggia. Manniello, per la panchina di quest’anno, aveva scelto inizialmente un ex calciatore gialloblù (1997/2000), Gaetano Fontana. Con lui la Juve Stabia era riuscita a raggiungere addirittura la vetta, nel girone d’andata, togliendosi pure la soddisfazione di calare il poker contro i Satanelli. Poi qualcosa ha cominciato a funzionare meno dopo il giro di boa, sicché la sconfitta in casa contro la Paganese, in marzo, è costata la panchina all’ex centrocampista. Sulla stessa ora siede l’aretino Guido Carboni, che ha fatto da traghettatore fino al termine del campionato e adesso spera nei play-off, cominciati domenica scorsa con un buon pareggio casalingo nella gara secca contro il Catania, dominata.

Passato il primo turno senza segnare gol, questa sera le Vespe sono attese al Mapei Stadium dove affronteranno la partita di andata contro la Reggiana di Leonardo Menichini, per poi ospitarla al Menti il 24. Carboni non potrà contare sulla rapidità di Mamadou Kanoute (7 gol), infortunatosi domenica nel secondo tempo. L’attacco gialloblù resta comunque assai temibile, se si guarda ai compagni di reparto del senegalese: il biglietto da visita di bomber Francesco Ripa sono i suoi 15 gol, ma attenzione anche alla potenza di Francesco Lisi (8 reti all’attivo). Contro il Catania il suo dinamismo ha innervosito a tal punto il terzino Parisi, da provocarne il rosso per somma di ammonizioni dopo appena mezz’ora di gioco. A queste e alle altre, si aggiungano le reti (4) di Daniele Paponi, Izzillo Nicolas (7) e del giovane classe ’96 Mastalli Alessandro (3), centrocampista cresciuto nel vivaio del Milan, e tanto apprezzato da Inzaghi da farlo esordire il 24 maggio 2015, contro il Torino.