Vietato sbagliare. Un diktat di cui si abusa ma che rappresenta nel migliore dei modi le linee guida del mercato della Fiorentina. Perché dietro Pezzella, Veretout e Thereau – volendo anche Laurini, discorso a parte per Simeone – c’è una sequenza di affari sbagliati ed errori pesanti, iniziati con l’ultimo semestre di Pradè e proseguiti con il ritorno di Corvino. Le prime mosse, non a caso, saranno quelle legate agli esuberi: Cristoforo e Olivera si sono rivelati ‘pacchi’ (strapagati), come vengono definiti a Firenze, da spedire altrove, mentre Hagi e Zekhnini due giovani la cui gestione del talento è tutta da capire e rivedere, visto che per il romeno è arrivata anche la ‘ramanzina’ ai viola del padre George e il norvegese un tempo faceva impallidire Hummels e adesso non fa la differenza neanche in Primavera.

E l’italianizzazione? Vedremo. Tra Viviani e Cataldi ci sono Salibur e Meïte. Ma l’importante è dare certezze a Pioli, soprattutto valide alternative a centrocampo. E il progetto giovani? In orbita gigliata anche Antonelli e Peluso, che sono italiani ma non da “linea verde”. Insomma, un miscuglio tra necessità e virtù programmate. Evitare programmazioni – sempre che queste talvolta non sfuggano – errate è obbligatorio. La dirigenza deve farsi perdonare varie uscite a vuoto in mezzo alla quasi totale sfiducia che le gravita attorno. Se ne sono riconosciuti dei meriti, le dita puntate superano comunque le lodi.

Gennaio sarà anche il mese in cui verrà riscattato Saponara, il primo dei ‘flop’: claudicante e senza segni di miglioramento della condizione, i nove milioni da versare nelle casse dell’Empoli pesano come un macigno. Troppe volte la Fiorentina non è riuscita a fare affari e portare a termine operazioni positive durante il mercato intermedio, che già vive di dinamiche proprie: al giorno d’oggi, non serve un rincalzo, bensì qualcuno che possa dar certezze da terzino sinistro e uno o più giocatori che possano agire insieme al trittico di centrocampo e in futuro prendere le vesti di Badelj. Niente Tino Costa, ecco.