La settimana di sosta a Firenze sta trascorrendo piatta come l'avvio di stagione viola e il tema preferito nei dibattiti sembra essere quello tattico. Pioli dovrebbe cambiare modulo, Ci vuole la difesa a tre, Benassi è un interno e non un trequartista, Simeone è troppo solo. Ore e ore a ragionare di questo, sorvolando quasi completamente sul mercato di Corvino e totalmente sulla latitanza di una proprietà offensiva per il modo in cui si pone nei confronti di Firenze. Ma di questo non si discute, troppo importante spostare le pedine sulla lavagna. Un modo come un altro per passare il tempo senza compromettersi.

Intendiamoci, Pioli ha fatto i suoi errori, con cambi strani e un dogmatismo eccessivo ma basta pensare un modulo ed una Fiorentina diversa per capire subito che la coperta sia corta e la squadra costruita senza nessuna logica calcistica. Serviva risparmiare e Corvino ha risparmiato e pazienza se non è arrivato un solo calciatore in grado di ergersi sopra la media. Mediocrità assoluta pagata a caro prezzo: Vito Hugo, Maxi Oliveira, Gaspar, Biraghi, Laurini, Sanchez, Cristoforo Gil Dias qualche anno fa avrebbero al massimo potuto essere tifosi della Fiorentina. Oggi sono il fulcro delle ultime due campagne acquisti. Sinceramente non riconosco più Firenze. I Della Valle se ne sono andati e stanno progressivamente disperdendo un patrimonio di tifo inestimabile.

I bambini fiorentini non hanno più idoli, gli si sta togliendo il futuro, mai era accaduto nella storia viola. Ma si preferisci, anziché analizzare il problema, enfatizzare la squadra giovane e di prospettiva. Peccato che chi lo dice, parlando di obiettivi non va oltre l'ottavo posto. Ma di arrivare ottavi chissenefrega, la storia viola impone ambizione diverse che ormai con i Della Valle al comando e Corvino in regia sono impossibili.