La vittoria contro il Crotone? Semplice, è tutto merito del patto per l'Europa, quell'accordo a tre sottoscritto da società, allenatore e squadra alla vigilia della trasferta calabrese. Vabbè, prendiamola così, a ridere e per gioco, perché a quel patto ovviamente non ci crede nessuno a cominciare dagli stessi protagonisti. Sì, perché quando senti dire nel giro di due minuti frasi come "l'abbiamo voluto tutti", "no, l'ha voluto Corvino" capisci subito che siamo davanti più ad un'operazione mediatica che ad altro. 

Però ridendo e scherzando è già la seconda vittoria di fila che arriva con le stesse modalità: prestazione così, così, per non dire brutta, Kalinic che sbaglia tre palle gol, prima di insaccare la quarta al novantesimo esatto (od oltre) e 1-0 finale. E' come se la Fiorentina volesse recuperare ora tutti i punti buttati via 'a bischero' nel corso della stagione. Il patto per l'Europa aveva senso farlo un paio di mesi fa, quando ancora non avevi lasciato ad esempio due punti contro il Genoa o due punti contro il Torino. Va da sé che con queste due vittorie in più in tasca adesso saremmo qui a parlare di un altro campionato e di vera lotta per arrivare addirittura quinti, evitando così la pericolosa trappola dei preliminari di Europa League.

Già Kalinic, quel giocatore che ha rifiutato la Cina, quell'attaccante che qualcuno a Firenze riesce a criticare ancora. "E' troppo sterile", "non è un bomber", "sbaglia troppe occasioni da gol". A parte che l'ultima frase può valere al massimo per le ultime due partite, ma come si può anche pensare di criticare uno che ha già realizzato 19 gol in stagione e che nel solo 2017 ha fatto 7 gol in 10 partite? Piuttosto ci sarebbe da fare le barricate per tenerlo ancora perché con Bernardeschi, Chiesa e Saponara alle sue spalle, la Fiorentina avrebbe sicuramente un ottimo reparto avanzato sul quale costruire una squadra competitiva.