L’ennesima pecca in fase di comunicazione, stavolta con protagonista il vice-Presidente Salica. Non che i Della Valle si siano mai distinti in queste situazioni, ma le rivelazioni ai tifosi sul futuro, puntando anche il dito, prima di trincerarsi dietro a un silenzio manovrato e interviste più comode, hanno stonato, ancora. Resta il fatto che, a quanto pare, la Fiorentina non è più in vendita. E non solo, perché – anche di conseguenza – la proprietà sarebbe pronta al rilancio. Il riavvicinamento deve passare anche da situazioni come questa, però.

I marchigiani torneranno, lo hanno già fatto fisicamente: ma tutto questo basterà? I buoni propositi, purtroppo, sbattono subito contro un basilare e alto muro di tensione tra la proprietà e la piazza, un distacco creato proprio dalla prima di queste due enti. Quindi, possiamo discutere di qualsiasi progetto, prima però serve un miracolo ambientale. Iniziando, appunto, dall’evitare figuracce comunicative o di esposizione, senza venir meno a ciò che si dichiara.

In questo fantomatico rilancio, naturalmente, deve essere incluso anche l’innalzamento del tasso tecnico della squadra, che deve partire da investimenti diversi sul mercato e dal cambiamento di alcune figure societarie, per forza di cose. Poi, le strutture: stadio e centro sportivo per le giovanili, elementi fondamentali. Prima di tutto, però, i Della Valle devono capire – o tornare a farlo – come si fa calcio. E potrebbe non bastare.