Promesse da mantenere e promesse da lanciare. Le prime appartenevano al Marco Zanchi calciatore, le seconde al Marco Zanchi tecnico dell’under sedici dell’Atalanta, fucina inesauribile di talenti. L’ex difensore, tra le altre, di Juventus e Bologna, si è concesso in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.com per parlare del suo “nuovo” lavoro e per commentare il campionato di serie A.

Sei nato e cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta e, da allenatore, sei tornato alle tue origini: è un ruolo che ti gratifica?
“E’ un lavoro che mi piace tantissimo, ogni giorno di più. Vado al campo e puntualmente me ne innamoro, è la mia passione. Mi trovo benissimo con i ragazzi, mi dà grande soddisfazione contribuire alla loro crescita, alla loro formazione. Con i giocatori già affermati avrei sicuramente meno stimoli”.

L’Atalanta dei “grandi” non è da meno: Gasperini può emulare Ranieri?
“Sognare non costa nulla, però il campionato italiano presente delle difficoltà a livello tattico enormi, sicuramente superiori rispetto a quelle presenti in Premier. Sul piano delle prestazioni ho pochi dubbi, l’Atalanta riuscirà a mantenersi su questi standard ma sarà molto complicato confermare, da qui ai prossimi mesi, la stessa media punti. La squadra sta bene, è in salute e quindi è assolutamente autorizzata a crederci. Tranne Juve e Roma, lì dietro si equivalgono un po’ tutte, dal terzo posto in poi è un campionato assolutamente aperto e dunque anche squadre come l’Atalanta e lo stesso Torino potrebbero inserirsi nella corsa all’Europa”.

Zanchi, bergamasco come Gabbiadini: come ti spieghi le difficoltà attraversate da questo ragazzo?
“L’equivoco è di natura tattica, lui non è assolutamente una prima punta. Poi, raccogliere l’eredità di Higuain non è affatto semplice, ci sono tante aspettative e in una piazza così esigente certe attese possono rivelarsi piuttosto pesanti. Però lui deve restare tranquillo, ha grandissime qualità e ha tutto per venir fuori da questo momento negativo”.

Il problema del Napoli è legato esclusivamente alla mancanza di un centravanti?
“L’assenza di un finalizzatore pesa tantissimo perché la squadra continua ad esprimere un grandissimo calcio. L’anno scorso Higuain era un po’ l’accentratore della manovra, colui che riusciva a capitalizzare la mole di gioco prodotta dalla squadra. E’ normale accusare il colpo, soprattutto dopo l’infortunio di Milk”.

La sconfitta della Juventus a Genova è fisiologica o deve far scattare un campanello d’allarme?
“Io credo che ogni tanto una sconfitta sia salutare, lo ha detto anche Allegri. Giocare ogni tre giorni non è semplice, è naturale accusare un po’ di stanchezza ma tecnicamente la Juventus resta di un livello assolutamente superiore. Certo, tenere la concentrazione sempre alta non è semplice, soprattutto dopo aver vinto cinque scudetti consecutivi ma penso che riusciranno a vincere il tricolore anche quest’anno”.