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    Pioli: 'Leao sta bene al Milan, parla con la società. Il suo percorso da noi non è finito. Maldini, Ibra, Giroud, CDK, il Napoli: dico tutto'

    Pioli: 'Leao sta bene al Milan, parla con la società. Il suo percorso da noi non è finito. Maldini, Ibra, Giroud, CDK, il Napoli: dico tutto'

    Il tecnico del Milan, Stefano Pioli, è stato ospite a Sky della trasmissione "Il club". Queste le sue dichiarazioni:

    SU GIROUD - "E' in un momento psico-fisico ottimale, ha grande entusiasmo e si sta confermando. E' un grande giocatore, come Theo. Mi aspettavo fosse così, sono bastate due chiamate per capire lo spessore dell'uomo e le capacità del calciatore. Incide molto, con i gol, gli assist, le giocate ma soprattutto il lavoro quotidiano. E' un ragazzo bellissimo, molto motivato, sereno e determinato. E' un leader, spero che il suo Mondiale duri fino in fondo".

    SU KJAER - "E' tornato deluso, ci vorrà tempo. La Danimarca si aspettava di più da questi Mondiali".

    SU LEAO - "Se ci sentiamo? I giocatori hanno l'obbligo di chiamarmi a fine di ogni partita. E' contento perché il Portogallo sta andando bene, è chiaro che vorrebbe giocare di più. Posso sfruttare la cosa per il rinnovo di contratto (ndr, ride). Se lo vedi in allenamento capisci subito che ha capacità tecniche e velocità che in pochi hanno, ha dovuto svilupparsi e rapportarsi al Milan, dove le pressioni sono diverse rispetto al Lille. Deve fare ancora un salto per diventare un campione. Le richieste per lui cambiano, a volte gli chiediamo di stare largo e altre gli diciamo di accentrarsi. A volte si abbassa un po' troppo, se non tocca palla se la viene a prendere. Può giocare dappertutto sul fronte offensivo, può diventare ancora più decisivo nell'area avversaria. Se pensiamo al Rafa di due anni fa, ha avuto un progresso pazzesco. Gli manca qualcosina, ma è intelligente e disponibile. Gli posso dare tutte le idee che voglio, ma il suo talento va lasciato libero. Deve migliorare nei colpi di testa, con la fisicità che ha".

    SUI MONDIALI -."Sono Mondiali di individualismo, perché d'estate ci sono 40 giorni per prepararli.. E' difficile dare un'identità precisa nel gioco di squadra che possa emergere, anche se la Spagna di Luis Enrique gioca il miglior calcio dei Mondiali. Non era facile rischiare, i tecnici si stanno basando sulle individualità".

    SULLA PREPARAZIONE - "Serve la capacità di adattarsi subito alla competizione, in una settimana non è facile, soprattutto dopo campionati e Champions, io l'ho visto dal vivo. Come torneranno? Per chi ha rifiatato è un bene, quindi chi non ha partecipato ai Mondiali arriverà in buone condizioni. Chi invece ha giocato è un'incognita, c'è un piccolo vantaggio per chi ha avuto meno giocatori in Qatar".

    SU ASTORI -."La situazione mi ha permesso di crescere e migliorare, ho scoperto situazioni nuove che mi hanno aperto la mente e aiutato a stare vicino ai miei giocatori. Ho avuto esperienze negative nel corso della mia carriera che sono quelle che mi sono servite maggiormente, mi hanno migliorato di più delle situazioni positive".

    SUGLI ESONERI - "Ti impediscono di portare avanti e chiudere un lavoro. Ogni esonero è ritenuto ingiusto, se non quello di Palermo, personalmente. Si ha sempre la sensazione di poter aggiustare qualcosa di difficile, però dopo provi a capire perché sia arrivato. A Palermo non mi ero inserito, per diversi motivi".

    SU RANGNICK - "Sempre avuto sostegno di Maldini e Boban, anche Gazidis si comportò correttamente. Il lavoro e il gruppo hanno fatto la differenza, il lockdown ha cambiato qualcosa. Il percorso è merito delle componenti, mi sono subito sentito bene a Milanello, il sostegno, la collaborazione e il confronto con Maldini e Massara è la situazione che mi ha aiutato di più. Per un allenatore è il massimo"

    SU MALDINI - "E' sempre presente, è una figura centrale per tutto. Conoscenza, professionalità e dna da Milan che sono incredibili".

    SU IBRA -. "E' importante come il primo giorno, è stato un elemento determinante per la crescita della squadra. Arrivare in un gruppo così giovane e avere un calciatore come Zlatan, in una squadra all'inizio non vincente e non protagonista, è stato il massimo. Si è calato nella mentalità di una squadra in cui i calciatori non avevano la sua personalità. Ha alzato il livello con le sue caratteristiche, il primo anno se non c'era l'allenamento era meno intenso. Ma non solo lui, anche Kjaer, Giroud, Maignan". 

    SULLO SCUDETTO - "Ci credevamo, l'anno precedente eravamo arrivati secondi quindi per migliorarci potevamo solo vincere. Lazio e Inter le partite della svolta".

    SULL'ATALANTA COME SVOLTA - "E' stata la partita che ha dato il "la" alla costruzione del nuovo Milan, abbiamo capito quale doveva essere il modo per fare calcio, mercato dopo mercato siamo riusciti a prendere i giocatori giusti".

    SULLE IDEE - "Sono state la nostra forza, del club, di Paolo e Ricky. Giovani di qualità e gamba, con costi sostenibili. Si tratta di un percorso che non può dare risultati immediati, è a lungo termine, ma siamo stati bravi a precorrere i tempi". 

    SUI MODELLI - "Guardiola, Klopp, Nagelsmann. Ogni grande allenatore ha una caratteristica principale, che va colta. Noi andiamo verso un calcio globale e moderno, ho inserito ragazzi giovani nel mio staff che mi hanno aiutato a capire i giovani. La prima volta che abbiamo chiesto a Calabria di giocare dentro al campo ho visto un entusiasmo pazzesco, ho saputo anche io ascoltare i giocatori. Se un giocatore non se la sente di fare una cosa, faccio un passo indietro io".

    SU GUARDIOLA - "Per me è il più bravo a recuperare il pallone, più che dal punto di vista offensivo. Il recupero della palla per la transizione veloce è fondamentale".

    SULLE DIFFICOLTA' DI QUEST'ANNO E LE NUOVE IDEE - "Coi mediani accorciamo un po' di meno, dobbiamo migliorare. Bisogna essere più rapidi, spesso siamo rimasti sotto palla con troppi giocatori. Abbiamo inserito un trequartista più offensivo, De Ketelaere è più offensivo di Kessie o Krunic. Siamo a volte un po' più offensivi, anche perché sono mancati alcuni calciatori. Spostare Kalulu terzino ci ha tolto qualcosa centralmente e in fase di proposizione. Spesso abbiamo forzato la giocata, nelle scelte dobbiamo avere un po' di più di dominio. Le grandi squadre devono sapere palleggiare, senza forzare. Serve anche sbagliare per arrivare a un livello superiore. Ho visto City-.Brighton, De Zerbi ha giocato a uomo e spesso il City ha dovuto scavalcare il pressing. In Italia Torino, Verona e Atalanta tu vengono a prendere alte. Gli avversari cambiano, bisogna saper leggere le diverse situazioni"-

    SU DE KETELAERE E ORIGI - "E' difficile frenare le caratteristiche di certi giocatori. De Ketelaere, Thiaw e Vranckx sono appena arrivati, da tre mesi. Devono avere il tempo di ambientarsi, arrivano da un'altra realtà. CDK è un centrocampista di inserimento, bravo ad allungare. Devono compiere i progressi di Leao e Tonali. Quest'anno mi hanno impressionato molto Bennacer e Messias". 

    SU KALULU -. "Ha grande personalità e serietà. Il cambio di ruolo? Da centrale e nella costruzione è più a suo agio da centrale che da terzino. Fu il motivo per cui non facemmo mercato, nelle ultime undici partite dell'anno scorso la coppia centrale ha fatto la differenza: hanno caratteristiche per il calcio moderno".

    SUL NAPOLI - "Grance qualità e grande allenatore. Se continua così è dura, noi a San Siro contro di loro non meritavamo di perdere, ma ci ha messo in grande difficoltà. All'inizio non ce lo aspettavamo così forte, con tutti i calciatori che hanno perso. Gioca un calcio importante, sono convinto però che il campionato sia molto lungo, in tanti possono lottare"

    SULLA JUVE - "Mi avrebbe stupito non vederla lì. Al completo la Juve è tra le prime del campionato"

    SUI RECUPERI - "Non sono la soluzione, servirebbe il tempo effettivo"

    SULLA COSTRUZIONE DAL BASSO - " Va alternata al lancio lungo, i pro non devono superare i contro"

    SULLA PARTITA PERFETTA  - "Quando il giocatore fa la scelta giusta, individualmente e collettivamente. Una delle più belle è stata a Bergamo l'anno scorso. L'idea dei terzini me l'ha data l'Atalanta".

    SULLA SQUADRA PIU' ROGNOSA - "Il Porto di Conceicao, ma anche Conte. Sorteggio duro per le due milanesi, saranno due belle sfide. Obiettivo? Dobbiamo vincere qualcosa, serve una mentalità vincente e siamo in corsa per 4 obiettivi. Sappiamo cosa serve per vincere, 10 per cento di talento e 90 per cento di sacrificio".

    SUL RINNOVO DI LEAO - "Sta bene al Milan e sta parlando con Paolo e la proprietà. Il suo percorso con noi non è ancora finito":

    SUL RIENTRO DI IBRA - "Dicembre e gennaio sono fondamentali, lo aspettiamo". 

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