No. Che non si dica che il Pescara era ed è una delle più abbordabili squadre del nostro campionato, poichè se questo sulla carta è realmente così, a fatti, dopo lo scivolone accorso a San Siro, chi doveva avere temere di essere divenuta abbordabile era l'Atalanta stessa. Quando tutto gira perfettamente, quando ci sguazzi (e alla grande) tra i piani alti della massima Serie, insomma, il 7-1, subìto con freddezza e senza pietà, era difficile da metabolizzare. Ieri, al Comunale, l'Atalanta poteva correre il rischio di proporre in campo la domanda sorta dopo l'Inter: chi è questa squadra? Quella che può realmente partecipre alla corsa europea o quella che deve aspettare il prossimo giro per riprovarci?

La risposta l'ha data il rettangolo di gioco: 3-0. Per carità, non che il Pescara abbia messo troppo in difficoltà la truppa di Gasperini, ma avrebbe potuto farlo, così come i bergamaschi avrebbero potuto, mentalmente, leccarsi ancora le ferite di Milano e non metterci sopra le bende e ripartire. Ma questa Atalanta, cari appassionati atalantini e non, c'è e lo si nota anche dalla solita malizia e intuizione calcistica del Gasp nel far fronte alle emergenze mettendo dentro due nuovi giovani: Pierluigi Gollini tra i pali e Hans Hateboer al posto di Conti. Per il primo prestazione non troppo impegnativa, ha fatto il suo compito ma, per tastarne il talento, sarà necessario metterlo ancora alla prova; per il secondo l'analisi di Gollini non è poi così distante, se non che all'olandese va riconosciuto il merito, anzi, lo stra merito, di aver fatto l'assist della prima rete, quella che ha sbloccato il tabellino, quella che ha messo definitivamente sopra la pietra sulla disfatta della 'Madunina'. Gasperini non ha sbagliato nemmeno stavolta nella scelta degli interpreti e, questa volta, ha voluto pure dare occasione a Paloschi di rimettersi in gioco e peccato 'solo' per quella traversa che gli ha negato la gioia del gol.

Nuovi giovani desiderosi di mettersi in gioco, giocatori subentranti scalpitanti di riscatto (si veda lo stesso Kessie..), undici giocatori vogliosi di cancellare la prestazione paradossale e inspiegabile contro l'Inter. Questa Atalanta 'sente' e pullula di sensazioni. E finchè sentirà, questa Dea è destinata a correre verso qualcosa di più grande di lei medesima.