Un anno è passato da quando Antonio Percassi rischiò di rimanerci secco leggendo le formazioni pre Atalanta-Napoli. Allora non sapeva che sarebbe stato il primo di tanti infarti. L’infarto delle cifre con valanghe di zero che le big gli avrebbero proposto per quegli sconosciuti nel giro di tre mesi; l’infarto per le prestazioni della sua Atalanta che cavalcava spedita verso l’Europa abbattendo mezza Serie A; l’infarto di arrivarci davvero in Europa e di vincere la prima partita contro il team di Rooney. «Presidente, tra la salvezza in campionato e il passaggio del girone europeo, qual è la priorità?». In tanti gliel’abbiamo chiesto e ci siamo sempre sentiti rispondere: «Certamente la salvezza, ci siamo salvati anche l’anno scorso ed è il primo obiettivo». Perché ancora lui pensava di dover scegliere. Ma aveva fatto i conti senza un oste che, zitto zitto, aveva elaborato una strategia per non dover scegliere. Per trionfare sia in campionato che in Europa.

RE MIDA- Tutto quello che tocca Re Mida diventa oro, tutto quello che schiera Gasperini ha le proprietà di questo metallo. Perché Ilicic sarà anche bravo e Gomez fondamentale, ma sono le intuizioni del mister piemontese a permettere loro di dare il meglio di sé: «Ho tolto Gomez non a inizio ripresa ma dopo la doppietta perché almeno era più contento», lui ci scherza su dopo la cinquina rifilata al Crotone, ma quanti di noi si sarebbero mossi così dopo aver visto un Papu stanco e zoppicante? Le sue sono intuizioni geniali, di una personalità essa stessa geniale. Con degli altissimi e dei bassissimi che si fatica a seguire: a volte ride, ‘baila como el Papu’, si diverte, altre volte si arrabbia che ti penti subito di averlo fatto scattare. A volte ti suggerisce tutta la formazione completa, la volta dopo, con abili giochi di parole, lo schieramento te lo fa sbagliare in ogni reparto. Una sorpresa continua ogni volta che lo incontri, così come ogni volta che un’avversaria incontra la sua squadra. Ha fame di fare bene e destabilizzare i rivali è il suo pane: «Schiererà Spinazzola?» - molti si chiedevano alla vigilia del match al Franchi- «Ma no, è appena rientrato, mercoledì non era ancora in panchina. Non penso». Ma è proprio quando tutti non pensano, che ci pensa il Gasp. E dopo un anno di stravolgimenti e di sorprese, sotto sotto me lo aspettavo questo Spina titolare.

SCACCO MATTO- Non ce l’aspettavamo certamente nella partita a Reggio Emilia. Ilicic o Kurtic? Facile il ballottaggio, nessun terno al lotto, Ilicic è infortunato, schiera Kurtic. E invece no, nessuno dei due. Il Gasp ha messo in campo una squadra senza l’esterno alle spalle degli attaccanti e quella che poteva parere una follia ha fatto impazzire di gioia il Mapei Stadium. E tanti che credevano che la sua Atalanta, quella europea e vincente, fosse solo la formazione tipo: il classico 3-4-3 con gli stessi titolari. Che, orfana di alcune fondamentali pedine, avrebbe cambiato volto e non avrebbe più sorriso. Già, perché invece se la ride e nemmeno troppo sotto i baffi: qualunque Atalanta scendi in campo ha impresso il volto del Gasp che ha capito il trucco. Il turnover per lui è una scacchiera su cui è l’unico giocatore: deve capire quando è il momento di far avanzare certe pedine e quando invece è meglio farle arretrare o lasciarle al loro posto. Chi è pronto avanza, chi è stanco si ferma, chi è in dubbio entra dopo. Scelte non scontate, intuizioni rivelatesi poi esatte: come quando tra i pali ti ritrovi Gollini, e non perché Berisha sia out, ma perché il bolognese si è meritato il posto. Ruotare, pensare, sorprendere sono le sue mosse. Fino alla manovra vincente. Scacco matto, come lui, perché in fondo tutti i geni sono un po’ folli.

AUDACIA- Così a Firenze Petagna riposa, si è appena sbloccato ma Lione e Juventus sono alla porta. Cornelius ha ancora i postumi dell’influenza, meglio che non parta titolare. Allo schieramento contro i viola manca un attaccante, ma non è una novità. Perché un attaccante all’Atalanta manca davvero e non è arrivato nemmeno con il mercato estivo sotto pressioni del Gasp. Tanto vale non schierare nessuno. E tra Ilicic e Kurtic? Ancora ce lo domandiamo? Bando agli out out, questa volta sono dentro entrambi. E quando anche il destino gli gira le spalle mettendo Toloi fuori dai giochi, lui la rischia. Masiello è il difensore che tutti si aspettano, che forse Del Neri, Jurić, Baroni e Rastelli avrebbero schierato nella normalità, sotto di un gol. Ma non Gasperini, che della normalità se ne fa un baffo. Alla sesta giornata ci sono tecnici che rischiano il posto, che forse hanno fatto scelte troppo normali, altri che passano inosservati dietro il bagliore della loro squadra. Poi ci sono allenatori che la partita la indovinano e la cambiano. La fortuna aiuta gli audaci: inutile dire che tra questi c’è il Gasp e il talento di Mancini. Quindi, non chiediamogli più che cosa predilige tra campionato ed Europa e nemmeno chi schiererà a Lione. Si accettano scommesse. A Percassi potrebbe venire un colpo, ma il colpo più grosso l’ha fatto lui: tenendosi stretto il Gasp, la nostra scommessa più grande. Il genio dei record in casa bergamasca.