La Juventus che in semifinale di Champions League affronta una squadra francese è un ricordo dolceamaro per un grande ex bianconero.

RICORDI - Anche nella primavera del 1985, infatti, quella che poi condusse la Vecchia Signora alla conquista della sua prima Coppa Campioni, i torinesi incrociarono nel penultimo atto della massima competizione continentale una formazione transalpina, il Bordeaux. Grande protagonista della gara d'andata fu Massimo Briaschi, autore della rete che permise ai bianconeri di ipotecare la finale dell'Heysel. Al ritorno, però, la fortuna voltò le spalle al talentuoso mancino veneto che in uno scontro di gioco con un avversario si lesionò legamento crociato e capsula articolare del ginocchio. Un infortunio che di fatto condizionò il prosieguo della sua carriera.

“Purtroppo – racconta oggi Briaschi - legato a quella doppia sfida ho sia il ricordo più bello che quello più brutto della mia storia calcistica. Il gol dell'andata è stato senza dubbio il più importante della mia vita, ma l'incidente del ritorno mi tarpò le ali, impedendomi di proseguire ad altissimi livelli”.

 

BUONE SENSAZIONI - Aldilà della sua vicenda personale, l'accoppiamento uscito oggi dall'urna di Nyon, che ha opposto la Juve al Monaco, rappresenta comunque un precedente di buon auspicio per il club torinese: “Credo che le certezze della squadra in questo momento vadano ben aldilà degli aspetti statistici e scaramantici. Non sono certo i numeri a dare forza a questa squadra. Sono convinto che la Juventus abbia tutte le condizioni fisiche e mentali per fare bene e conquistare finalmente questa benedetta coppa. I presupposti ci sono tutti”.

 

BUONA SORTE - Certo che un po' di fortuna nel pescare il Monaco anziché le due madrilene la società di Agnelli l'ha avuta: “Penso proprio di sì, è innegabile affermare che i francesi siano inferiori a Real ed Atletico. Il Monaco è una buona squadra, con un attacco molto forte. Tuttavia, se anche il sorteggio fosse andato diversamente non penso che la Juve avrebbe avuto timore dell'avversario. Anche perché, come si dice spesso, prima di arrivare in finale qualche squadra forte la devi pur incontrare”.


GENOA - Oltre a quella bianconera, l'altra maglia indossata da Briaschi nella sua carriera è stata quella del Genoa, proprio l'avversario che domenica farà visita alla Juventus. Una partita dall'esito già scritto, oppure i rossoblu riusciranno a fare un'impresa simile a quella dell'andata? “Nel calcio di scontato non c'è mai niente anche se logicamente il pronostico non può che andare in un'unica direzione. Quando una piccola va a giocare in casa della Juventus deve non essere lei al 100% della condizione ma deve anche sperare che gli avversari siano magari un po' distratti. All'andata ciò è successo ma da allora le due squadre mi sembrano completamente cambiate”.

 

JURIC - La sfida di Torino dirà anche se il ritorno di Juric sulla panchina rossoblu ha dato realmente una scossa al Grifone dopo la bella prestazione con la Lazio: “Juric è un ottimo allenatore che conosce molto bene ed ormai da diversi anni la realtà in cui lavora. Sono sicuro che potrà dare una mano al Genoa per fargli terminare la stagione in maniera decorosa. E poi ha gran voglia di risollevarsi, visto che la sua riconferma in vista della prossima stagione passa inevitabilmente dai risultati che sarà in grado di raccogliere in questo ultimo mese e mezzo. Lui cercherà con ogni modo di fare il suo dovere, dopo toccherà alla società a tirare le somme, facendo le proprie valutazioni”.

 

CHOLITO - Il grande protagonista dell'andata fu Giovanni Simeone, che dopo quasi tre mesi di astinenza da gol si è finalmente sbloccato contro la Lazio. Come giudica il giovane argentino? “Non lo conosco personalmente ma per come si muove in campo a me piace molto. E' un ragazzo davvero promettente che gioca in una squadra giusta che può dargli tanta visibilità. Ha tutto per garantirsi un ottimo avvenire e se dovessi dargli un consiglio gli direi di starsene ancora almeno un anno al Genoa. Non potrà che fargli bene”.